Salute

Allungare la vita senza tagliare le calorie

Uno studio su Nature suggerisce un sistema alternativo per promuovere la longevità

Il piatto piange? – Credits: iStockphoto

Sono noti da tempo gli effetti che la restrizione calorica ha sulla sopravvivenza. Molti studi hanno dimostrato che limitando l'assunzione quotidiana di calorie si può non solo allungare la vita ma anche ritardare la comparsa di malattie legate all'età in una moltitudine di organismi. Ma è possibile ottenere gli stessi benefici senza dover rinunciare a soddisfare l'appetito? Forse sì, secondo uno studio sui vermi pubblicato sulla rivista Nature.

Inserendo nella dieta dei vermi C. elegans l'alfa-chetoglutarato, un metabolita, cioè un prodotto intermedio del processo metabolico che genera energia, si ottengono effetti simili a quelli osservati con la restrizione calorica: l'invecchiamento viene ritardato e la vita si allunga del 50%. In effetti si era già visto che intervenendo per via genetica o farmacologica sul metabolismo dei nutrienti si producevano effetti benefici simili sulla longevità. Pur avendo individuato diversi metaboliti che regolano l'invecchiamento, però, non erano ancora chiari i dettagli del loro funzionamento.

Jing Huang e colleghi dell'Università della California, hanno dimostrato che questo metabolita agisce su un enzima coinvolto nella produzione di energia, l'ATP-sintasi, simulando l'effetto proprio della restrizione calorica. Gli scienziati sostengono che integrando la dieta del Caenorhabditis elegans con l'alfa-chetoglutarato la sua vita si allunghi per effetto della regolazione del metabolismo energetico prodotta. E suggeriscono che potremmo trovarci di fronte a un nuovo target terapeutico da utilizzare anche nell'uomo.

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