Salute

8 marzo: l'Oms presenta 10 sfide per la salute delle donne

Dalla lotta ai tumori alle disuguaglianze di genere e alla violenza, tutte le battaglie ancora da vincere

Survival, Febbraio 2015 – Donne Igorot

Febbraio 2015 – Donne Igorot, Baguio City, Filippine – Credits: © Arman E. Barbuco / Survival International

Dalla lotta ai più diffusi tumori femminili, alle minacce per la salute sessuale e riproduttiva, fino alla questioni relative alle diseguaglianze di genere e alla violenza sulle donne. In occasione della Festa della donna e alla vigilia della Commissione Onu sullo Status donne a New York, l'Organizzazione mondiale della sanità fa il punto sulle 10 nuove sfide per garantire la salute delle donne di tutto il mondo.

Al primo posto la lotta a due tra i tumori più comuni che colpiscono il genere femminile e possono essere sconfitti con la diagnosi precoce: quello al seno e al collo dell'utero, che continuano a mietere oltre 1 milione di vittime ogni anno, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito dove lo screening, la prevenzione e il trattamento sono quasi inesistenti. Altra sfida importante quella relativa alla salute sessuale e riproduttiva, che rappresenta un terzo dei problemi sanitari per le donne di età compresa tra i 15 e i 44 anni. I rapporti sessuali non protetti, infatti, continuano a essere un altissimo fattore di rischio, in particolare tra le donne e le ragazze nei Paesi in via di sviluppo dove si stima che circa 222 milioni di donne non abbiano accesso ai servizi per la contraccezione.

Sono inoltre ancora troppe le giovani donne che lottano per proteggersi contro la trasmissione sessuale del virus dell'Hiv e per ottenere il trattamento di cui hanno bisogno, lasciandole anche particolarmente vulnerabili alla tubercolosi. Sul tema delle malattie sessualmente trasmissibili è fondamentale fare un ulteriore passo in avanti per la prevenzione e la cura di gonorrea, clamidia e sifilide. Una sifilide non trattata è responsabile di più di 200 mila bambini nati morti e di morti fetali precoci ogni anno, oltre che per la morte di oltre 90 mila neonati.

Inoltre, nonostante molte donne stiano traendo beneficio dei progressi dell'assistenza durante la gravidanza e il parto, nel 2013 quasi 300 mila donne sono morte a seguito delle complicanze durante la gestazione e il parto. La salute sessuale e riproduttiva è poi una sfida soprattutto per le adolescenti. Circa 13 milioni di ragazze (di età inferiore ai 20 anni) partoriscono ogni anno. Le complicazioni di tali gravidanze e il parto sono una delle principali cause di morte per le giovani madri e tante soffrono le conseguenze di aborti non sicuri.

Altra questione prioritaria all'attenzione dell'Oms è la violenza sulle donne: oggi, nel mondo, infatti, una donna su tre sotto i 50 anni ha subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Queste hanno il doppio delle probabilità di cadere vittima della depressione o dell'alcolismo. Hanno 4,5 volte più probabilità di tentare il suicidio. Il rischio di partorire neonati sottopeso è del 16% superiore alla norma e, in alcune regioni del mondo, 1,5 volte in più è il rischio di contrarre una infezione sessualmente trasmissibile incluso l'Hiv rispetto alle donne non abusate. Ancora, le donne sono le più inclini a disturbi di ansia, depressione e malattie psicosomatiche.

La depressione è il problema di salute mentale più comune e il suicidio una delle principali cause di morte per le donne che ne soffrono, sotto i 60 anni. Aiutarle e sensibilizzarle su tutto quello che riguarda i problemi di salute mentale, dando loro la fiducia necessaria per richiedere l'assistenza necessaria, è per l'Oms una delle sfide del 2015. Infine, nel 2012 circa 4,7 milioni di donne sono morte prima di raggiungere i 70 anni a causa di incidenti stradali, di abuso di tabacco, alcol, sostanze stupefacenti e obesità (in quest'ultimo caso, più del 50% delle donne in sovrappeso vivono in Europa e in America).

"Quando penso alle donne e alla loro salute ritengo che abbiamo fatto molti progressi negli ultimi 20 anni - ha dichiarato Flavia Bustreo, vice direttore generale Salute della famiglia, delle donne e dei bambini presso l'Oms - Con la divisione che dirigo abbiamo ottenuto dei risultati importanti in molti paesi nel mondo, sia per la salute riproduttiva e sessuale che per l'educazione. Ma la strada da fare è ancora lunga per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere, poiché in molti Paesi il potere e la salute delle donne è ancora una chimera e non solo loro ne pagano le conseguenze".

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