Questo sito contribuisce alla audience di TGCOM24
Scienza

Perché si utilizzano prevalentemente roditori anche se sono animali lontani da noi da un punto di vista evolutivo?

Oltre l’80 per cento degli animali utilizzati sono roditori, nonostante siano piuttosto lontani da noi da un punto di vista evolutivo. È vero che con loro condividiamo il 95 per cento del dna, ma con gli scimpanzé condividiamo il 99 per cento del dna. Certamente i roditori sono piccoli, mansueti, poco costosi e stimolano poca empatia nella gente. Sospetto che questi siano i criteri, “poco” scientifici, che li fanno preferire a tutte le altre specie più evolute.

La sperimentazione animale è una pratica scientifica che si basa su criteri razionali e che richiede risposte affidabili. L’obiettivo di testare un farmaco o un composto chimico o anche semplicemente di valutare una risposta fisiologica a stimoli indotti può essere realizzato solamente se il dato che si ottiene è attendibile e riproducibile. In sintesi non basta che un singolo animale risponda in un certo modo, ma è necessario che le prove siano condotte su un numero adeguato di animali (sufficiente cioè ad ottenere un dato statisticamente valido). Per questo dovendo scegliere una specie utilizzabile (ed allevabile) in grandi numeri, che sia di piccola taglia e che fornisca risposte standardizzate, i roditori siano i candidati migliori.

Anche se il genoma dei roditori non è uguale a quello dell’uomo, è comunque largamente sovrapponibile. Questo consente di avere modelli sufficientemente simili all’uomo per molti, moltissimi tipi di sperimentazione. La maggior semplicità dell’organismo murino rappresenta inoltre un vantaggio perché consente di comprendere meglio e prima i meccanismi molecolari che rappresentano la base della risposta fisiologica e farmacologica. I risultati ottenuti sui roditori non danno una risposta definitiva, ma sono utili per giungere a quello scopo.

Rispetto a qualche decennio fa le cavie (Cavia porcellus) sono state sostituite dai ratti (Rattus norvegicus, Rattus rattus) per motivi di facilità di allevamento e di brevità di ciclo riproduttivo. Per gli stessi motivi, e la maggior facilità di manipolazione, negli ultimi anni i topi (Mus musculus) sono proporzionalmente preferiti rispetto ai ratti. Sempre nell’ottica di una semplificazione affidabile, si adoperano anche sempre di più modelli basati su organismi elementari: si pensi al moscerino della frutta (Drosophila melanogaster) utilizzata in genetica per la sua versatilità, semplicità e presenza di geni omologhi ben conservati.

È vero che i roditori sono più distanti dall’uomo rispetto ai primati ma certo non è pensabile – e nemmeno eticamente accettabile - utilizzare un grande numero di scimmie per la sperimentazione quando le risposte fornite dai roditori sono per la stragrande maggioranza degli esperimenti e dei test perfettamente accettabili ai fini della valutazione scientifica del dato. Per quei casi particolari in cui la risposta data dai roditori non è sufficiente (es. vaccino contro l’AIDS) allora si rende necessario anche l’uso dei primati, nel minor numero possibile.

Infine è vero che il grande pubblico non nutre molta empatia per i roditori, ma questo non è necessariamente importante dal punto di vista scientifico. Il grande pubblico non nutre molta empatia nemmeno per le pecore, i maiali, i dromedari, le iene, i formichieri etc – tuttavia queste specie non presentano caratteristiche di mole, facilità di allevamento e standardizzazione che le rendano utili per la ricerca biomedica. Bisogna al contrario anche notare che alcuni roditori (criceti, gerbilli, gli stessi topi) stanno acquistando una crescente popolarità presso il pubblico e rappresentano un gruppo di pets di crescente diffusione.

Prof. Bruno Cozzi

Professore ordinario di Anatomia veterinaria

Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione

Università di Padova

© Riproduzione Riservata

Commenti

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>