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Scienza

Perché si studiano le malattie croniche e degenerative nei roditori che vivono solo 2-3 anni?

Sono studiate negli animali malattie come i tumori, le epilessie, la demenza, la schizofrenia e molte altre che necessitano di molti anni, a volte di decenni, per potersi sviluppare. Nella maggior parte di questi casi si utilizzano roditori, come topi e ratti, che vivono al massimo 2-3 anni. Non è questa una differenza sufficiente per invalidare qualsiasi risultato?

Credits: Sofia Moro/Cover/Getty Images

La ricerca scientifica quando non ha a disposizione la verifica diretta delle proprie indagini sfrutta dei modelli in grado, in tutto o in parte, di simulare le condizioni reali. In ambito farmacologico la valutazione di quanto questi modelli sperimentali siano predittivi di ciò che potrà avvenire nel contesto della patologia umana è un tema che costantemente preoccupa e impegna ogni serio ricercatore.

Sebbene a volte ci siano delle forzature, tutti sono consapevoli dell’impossibilità di avere a disposizione modelli sperimentali in grado di riprodurre completamente le condizioni patologiche umane. In particolare, per quanto riguarda le malattie croniche, lo sforzo è quello di capire il contesto in cui una determinata informazione è stata ottenuta; se la complessità di una patologia che impiega, nell’uomo, decenni a svilupparsi non può essere riassunta completamente in un modello animale, alcuni aspetti parziali relativi al target farmacologico, al meccanismo d'azione alla biodisponibilità sono certamente acquisibili solo in un organismo vivente.

La scelta del modello animale è dettata innanzitutto dal rispetto delle normative vigenti (e del principio delle 3R) che prevedono, a parità di validità predittiva, l’utilizzo “di animali a più basso sviluppo neurologico” (Art. 4, Comma 2, Dlgs 116/92); conseguentemente, anche per lo studio di malattie croniche e degenerative, sono utilizzati roditori poiché in essi sono molto ben rappresentati numerosi meccanismi patogenetici tipici delle malattie umane.

Dr. Gianluigi Forloni

Head of Department of Neuroscience

Head of Biology of Neurodogenerative Disorders Lab

"Mario Negri" Institute for Pharmacological Research

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