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Scienza

Perché è praticamente impossibile entrare nei laboratori?

Entrare in un laboratorio di vivisezione è impresa quasi impossibile, anche quando si vuole concordare la visita. Ne sanno qualcosa i giornalisti di “Report” che quando hanno registrato una trasmissione sulla vivisezione non sono riusciti ad entrare nei laboratori dell’Istituto Superiore di Sanità. Tutto ciò è molto strano per un’attività che è considerata da chi la pratica lodevole e ben condotta.

Non è facile dare una risposta ad una domanda priva di fondamento (partendo dallo scorretto utilizzo del termine “vivisezione” che assolutamente non accetto) ma cercherò di farlo nella maniera più chiara e documentata possibile; per questa ragione vorrei iniziare sottolineando il fatto che un laboratorio è, per definizione, un luogo di lavoro a cui l’accesso deve essere regolamentato sia per motivi organizzativi che per motivi di sicurezza personale (Testo unico della sicurezza; D.Lgs 81/08 e 106/09) esattamente come è regolamentato l’ingresso ai laboratori ospedalieri o a quelli di una qualsiasi azienda .

Regolamentato però non significa vietato, tant'è che ogni anno la nostra struttura ha circa 150 visitatori da tutto il mondo tra cui numerose troupe televisive quali adesempio quelle di Bau Boys (Italia 1), Le Jene (Italia 1), Superquark (RAI), TG5 (Canale 5), Vanguard (Current TV) nonché quella di Report (citata dallo stesso Dr Cagno); in particolare, nel servizio delle Jene visibile integralmente da questo sito, era già stata data una risposta a questa domanda che in quella occasione fu posta dalla Dott.ssa Kuan.

Il problema quindi non sembra risiedere nell’ottenere il permesso di entrata ma, al contrario, nella capacità di chiederlo in maniera corretta e, soprattutto, nella disponibilità ad utilizzare il materiale ottenuto senza manipolazioni.

Credo infatti di dire una cosa quasi banale sostenendo che molte volte l’informazione (in audio o in video) viene distorta per poter essere funzionale ad una precisa teoria, come nel caso delle immagini vecchie di almeno 30 anni , se non addirittura clamorosamente false (vedi la foto tratta dal film horror “Una lucertola con la pelle di donna” e spacciata per vera), che continuamente vengono utilizzate da chi vuole a tutti i costi dimostrare una violenza che non esiste. Credo con questa risposta di aver dato, ancora una volta, ampia dimostrazione della infondatezza della domanda posta dal Dr. Cagno.

Dr. Giuliano Grignaschi

Responsabile Stabulario Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’

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