Questo sito contribuisce alla audience di TGCOM24
Scienza

Pediatri: i bambini non sono piccoli adulti

Sempre più indistinto e confuso il confine tra età infantile ed  età adulta. I pediatri riuniti a congresso lanciano l'allarme: "Molti genitori cercano nei figli quello che non sono stati loro stessi da bambini".

Bambini usati dai genitori per apparire come loro vorrebbero, bambini ultra tecnologici che hanno perso il senso della realtà e della crescita regolare. Ma anche abbandonati dal punto di vista alimentare, tanto è vero che in Italia quindici bambini su cento tra i 6 e i 14 anni sono obesi, mentre il 30 per cento di quelli sovrappeso soffre di malattie come l'ipertensione e il colesterolo alto.

L'allarme è lanciato dalla Federazione italiana dei medici pediatri (Fimp ), riunita in congresso a Genova. “Come giocattoli in vetrina” è il tema scelto dai pediatri: i piccoli oggi si presentano e si comportano come piccoli adulti. Qualcosa ha reso indistinto e confuso il confine tra età infantile ed età adulta ed ha indebolito il guscio che proteggeva i bambini. “Molti genitori desiderano realizzare nel figlio quello che essi avrebbero voluto per se stessi bambini: un mondo facile, che accarezzi le dipendenze e illusioni diffuse con la pubblicità – sottolinea a Panorama.it Giuseppe Mele, presidente Fimp -. Gli adulti hanno trasformato l’idea dell’infanzia da un’età che richiede cura e protezione, ad una che ne possa giustificare il tentativo mostruoso di abbandono”.

Un altro dato emblematico: aumentano le bambine che iniziano ad utilizzare i cosmetici già dall’età di 7-8 anni. L’utilizzo precoce del make-up, se da un lato porta ad un incremento consistente delle dermatiti allergiche o da contatto (+16,7%), dall’altro può innalzare il rischio della perdita di identità. “È un fenomeno ormai diffuso, non si tratta più di una moda passeggera – aggiunge Mele -. Come Federazione, monitoriamo con grande attenzione il sito MyScene.com , un portale seguitissimo, dove si consiglia il ragazzo su come vestirsi, cosa indossare. E si invitano bambine, anche di 9 anni, a truccarsi in un determinato modo”.

I minori stanno diventando, dunque, nuovi oggetti del marketing: se prima i messaggi pubblicitari si rivolgevano solo indirettamente ai piccoli, facendo leva sulle madri, ora invece i bambini diventano mercato diretto. Soprattutto per gli strumenti di nuova tecnologia, dai video giochi alle ultime versioni di tablet pensate e vendute appositamente per i più piccoli. Senza dimenticare l'utilizzo dei social network, in aumento costante da parte della fascia di età under 12. E se i bambini passano troppo tempo davanti al computer lo sviluppo del loro cervello ne soffre e si verificano deficit irreversibili che non possono essere compensati nel corso della vita. A scriverlo è il neuroscienziato Manfred Spitzer nel suo nuovo libro Demenza digitale che in Germania sta suscitando molte polemiche.  Secondo il suo studio, molti giovani usano più di uno strumento tecnologico alla volta: giocano mentre sono in chat, scrivono mail mentre telefonano. Se questa attività viene svolta per un lasso di tempo compreso fra 6,5 e 8,5 ore al giorno penalizza la concentrazione. La conclusione, piuttosto drastica, è che il multitasking non è una cosa da incentivare nelle generazioni future, e che i media digitali dovrebbero essere banditi dalle aule scolastiche.

Anche il dolore tra i bambini spesso non è trattato. Da un'indagine su 642 pediatri è emerso che secondo il 63,5 per cento degli specialisti “bisogna sempre credere ad un bimbo che dice di avere dolore”. Il 31,3 per cento dei pediatri non ritiene però utile trattare il dolore prima di aver formulato una diagnosi. I farmaci più utilizzati sono a base di paracetamolo con l'83 per cento. Segue l'ibuprofene nel 57,79 per cento, mentre gli oppioidi sono usati solo nell'1,25 per cento dei casi. “Questo dato è facilmente intuibile per la paura che ancora oggi i pediatri di famiglia hanno ad utilizzare questa categoria di farmaci – sostiene il presidente Fimp -. Alla domanda, infatti, ti preoccupano gli effetti collaterali dei farmaci oppiacei, il 71 per cento ha risposto in maniera affermativa e appena il 14 per cento dice di no”.

Dal congresso nazionale arriva anche il lancio di un nuovo sito internet, www.iltuopediatra.com , una sorta di accesso virtuale al mondo pediatrico che mette in relazione diretta medico e genitore, sapendo di “trovare, in qualsiasi momento, tutto ciò che si cerca e di cui si ha bisogno: aggiornamenti, informazioni, notizie sulla professione pediatrica, risposte ai quesiti e un sostegno costante per vivere meglio l'essere genitore”, conclude Mele.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>