Scienza

Particella di Dio, i tre scenari che possono aprirsi

È una particella standard, non standard, completamente diversa dalle attese. Oggi il mistero verrà (forse) svelato

(Credits: iStockphoto)

da Ginevra

La febbre da grande scoperta è altamente contagiosa, e ormai sembra avere colpito i fisici di tutto il pianeta. Il picco dell’epidemia è previsto per mercoledì 4 luglio, quando alle 9 del mattino inizierà la conferenza nella quale verranno illustrati i dati in possesso degli scienziati che stanno lavorando al Cern di Ginevra. Si capirà insomma cosa hanno trovato ed è bene chiarire subito che non è affatto detto che sia l’inafferrabile bosone di Higgs, l’ormai leggendaria particella di Dio .

Di certo, tutti si aspettano che l’annuncio al Cern sarà un appuntamento storico, e non a caso è previsto che ad assistervi ci sia Peter Higgs, il fisico da cui la particella ha preso il nome, così come gli altri scienziati che hanno avuto un ruolo fondamentale nell’ipotizzarne l’esistenza, cioè François Englert, Gerald Stanford Guralnik e Carl Richard Hagen. Fra i “padri” della particella mancherà Robert Brout, perché deceduto nel maggio 2011 e Thomas Kibble.

Il bosone di Higgs è la tessera mancante che completerebbe il cosiddetto Modello Standard, cioè la grande teoria costruita negli ultimi decenni dai fisici per spiegare il funzionamento dell’Universo. Perché ciò si avveri però occorre che il bosone sia appunto “standard”, cioè corrisponda in ogni dettaglio a quello che gli scienziati hanno immaginato e questo sembra ancora presto per saperlo. Molto probabilmente domani a Ginevra saranno in grado di annunciare di aver scoperto qualcosa, ma difficilmente si potrà comprendere di cosa si tratta. Come ha detto Rolf Heuer, direttore generale del Cern, “è un po’ come aver visto un viso familiare da lontano: a volte è necessario avvicinarsi e controllare per capire se si tratta del nostro migliore amico, o del gemello del nostro migliore amico”.

Gli scenari che si aprono sono sostanzialmente tre.

- Nel primo, la Particella di Dio coincide perfettamente con quello che ci si aspettava, insomma è “standard”. Dal punto di vista dei fisici, è di certo la prospettiva meno eccitante, perché mette un punto ai loro studi. L’idea che non ci sia più niente da cercare è già abbastanza deprimente per chi di mestiere fa il ricercatore, ma in questo caso sarebbe particolarmente frustrante perché il Modello Standard non spiega affatto tutto e lascia aperti grandi interrogativi. Fra di essi gli enigmi della materia oscura e dell’energia oscura, due misteriose entità che pervadono l’universo ma di cui non si riesce a comprendere la natura. Molti quindi sperano che la particella il cui annuncio è atteso per domani sia qualcosa di diverso da quello che si prevedeva, e che anziché chiudere una visione dell’Universo getti un ponte verso la costruzione di una nuova grande teoria che superi il Modello Standard e includa una risposta alle domande che esso pone. Ciò sarebbe possibile sia nel secondo che nel terzo scenario.

- Il secondo scenario prevede l’esistenza di un bosone “non standard”, quindi differente da come lo si era immaginato. In questo caso, bisognerebbe capire in quali dettagli è diverso. Minuscole differenze determinerebbero un destino radicalmente diverso per l’universo, o potrebbero significare l’esistenza di molti universi paralleli.

- Ancora più intrigante il terzo scenario, nel quale il bosone di Higgs non solo non sarebbe quello atteso, ma verrebbe accompagnato anche da altre particelle per ora del tutto sconosciute. Domani si capirà se i fisici hanno già in mano degli elementi per intuire la presenza di queste nuove protagoniste dell’infinitamente piccolo.

Stando così le cose, è legittimo chiedersi se la scoperta della Particella di Dio verrà mai proclamata, o se stiamo per andare incontro a una lunga serie di annunci che parlano di avvicinamenti sempre più grandi a una meta destinata a restare a lungo sfocata. C’è insomma la possibilità che come in un racconto di Dino Buzzati, il Cern si trasformi in una “fortezza dei fisici”. Gli scienziati potrebbero trovarsi impegnati in una interminabile partita a scacchi con la loro preda. Di certo, la sfida non sarebbe mai noiosa.

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