Scienza

Papilloma Virus: quel vaccino va fatto anche ai gay

Il virus è una minaccia, oltre che per le donne, per omo e bisessuali. Allora che senso ha escluderli dalla prevenzione?

Le ragazze lo sanno, fin dalla prima visita dal ginecologo: il papilloma virus (Hpv) è un nemico, visto che colpisce quattro donne su cinque entro i 50 anni ed è una delle principali cause di tumore al collo dell’utero. Per loro c’è il Pap test, che individua la presenza del virus, e un vaccino. Ma il papilloma virus colpisce anche i maschi, anche se finora le iniziative di prevenzione li hanno trascurati. L’Hpv può essere molto pericoloso per gli uomini che fanno sesso con altri uomini, cioè gay e bisessuali, poiché provoca condilomi e tumori nella regione anale (ne parla, per esempio, un articolo sul Guardian). L’allarme sta spingendo molte associazioni a svolgere campagne informative mirate, chiedendo che il vaccino venga indicato anche per gli uomini più a rischio.

Secondo alcune statistiche, il tumore all’ano colpirebbe quattro uomini gay su 10 mila, soprattutto a causa dell’infezione da Hpv: una frequenza pari a 20 volte quella nella popolazione generale. Non solo, sono tumori dolorosi e difficili da trattare. Inoltre l’infezione indebolisce le difese immunitarie e apre Chassenet la strada ad altre malattie, in particolare all’aids.

Dal momento che non esiste un Pap test al maschile, gay e bisessuali dovrebbero prendere in considerazione il vaccino, che offre protezione contro le quattro varianti più aggressive del virus (la durata della protezione però non è ancora accertata). «Uno dei problemi è il suo costo elevato, ma diverse regioni hanno già deciso di renderlo disponibile a prezzi contenuti» informa Simone Marcotullio, vicepresidente dell’associazione Nadir onlus, che si occupa di lotta contro l’aids.

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