Scienza

Maya, dall'errore di calcolo a quello di traduzione, le follie degli ultimi giorni

Nonostante le smentite, la parola d'ordine resta "Si salvi chi può": dai palloni-bunker cinesi, alle ville nel padovano e a Venezia, passando per le grotte in Turchia e le razzie di candele e cherosene in Russia

Nella foto un calendario Maya. Credits: Getty Images

Tranquilli, non ci sarà nessuna fine del mondo, si è trattato solo di un errore di traduzione. A pochi giorni dalla presunta Apocalisse, ecco la nuova versione: non ci sarà nessun Doomsday, semplicemente perchè l'iscrizione trovata in un antico sito Maya (tra l'altro ora polverizzato) secondo cui il 21 dicembre 2012 finirà il mondo, è stato tradotto in modo errato. Parola di archeologici americani. Non uno solo, ma più d'uno, a dire il vero. Tranquillizza tutti, infatti, il giornalista Dan Vergano che, dalle pagine di Usa Today, chiarisce che il 21 dicembre, secondo il calendario della civiltà precolombiana, comincerà semplicemente un nuovo "baktum", ovvero un periodo di 394 anni.

Sulla stessa linea Lisa Lucero, dell'università dell'Illinois, che ai suoi studenti ha ricordato come non cambierà l'obbligo di fare i compiti a casa: "Consiglierei alla gente di non vendere casa, non lasciare il lavoro o il proprio compagno, e di non dire cose spiacevoli alle persone che si pensa di non vedere più". Del resto sono in tanti a pensare che l'idea che il 21 dicembre 2012 possa accadere l'armageddon sia frutto solo di una innata "tendenza a preoccuparsi delle cose sbagliate", come sostiene Max Tengmark, fisico al Massachusetts Institute of Technology (il Mit), che invece che pensare alla presunta profezia dei Maya, si concentra sull'intelligenza artificiale, convinto che un giorno possa davvero sfuggire al controllo umano, causando danni ingenti.

Ma se in molti sostengono che si sia intepretata in maniera errata l'iscrizione Maya, oggi conservata in un museo messicano, aumentano di ora in ora coloro che ritengono che l'Apocalisse ci sia già stata stata, per un semplice errore di calcolo. In pratica, sarebbe stata prevista per il 2012, ma noi in realtà ci troveremmo nel 2019. Colpa di un errore di calcolo da parte di Dionigi il Piccolo , il monaco incaricato di mettere ordine nel calendario da Papa Ormisda. Dionigi, dopo complicati studi sulla base delle fonti disponibili decretò che l'inizio del computo doveva coincidere con la nascita di Gesù, indicata nel 25 dicembre del 753 ("ab Urbe condita", ovvero dalla fondazione di Roma). Dalla Pasqua del 526 si segue questa indicazione per la numerazione degli anni. Ma Dionigi si sarebbe sbagliato, dimenticando di calcolare anche i 7 anni del governo di Ottaviano, prima che si autoproclamasse Imperatore Augusto, e non conoscendo il numero zero. Insomma, saremmo avanti di 7 anni e la fine del mondo l'avremmo già "vissuta" nel 2005, passandone indenni.

Già, ma chi glielo spiega ai cinesi, che invece si sono costruiti i bunker a forma di palla, capaci (nelle intenzioni) di resistere ad ogni catastrofe? Realizzati in acciaio, fanno concorrenza alla cosiddetta "Arca di Noè", costruita sempre da un cittadino cinese, Lu Zhengai. Ha scelto invece una villa un avvocato padovano, che si è fatto costruire una fortezza in grado di proteggere se stesso e la sua famiglia, composta da moglie e figlioletto. L'anonimo professionista si è rivolto ad una ditta toscana specializzata nella realizzata di bunker contro ogni tipo di calamità. Nulla a che vedere con le 38 famiglie italiane scoperte già un anno fa a costruirsi delle villette in un piccolo centro dello Yukatan messicano, con porte e finestre anti sfondamento e sotto le abitazioni una vera rete di tunnel, per fuggire in caso di emergenza.

Dal centro America alla Siberia, dove invece spopola il kit per la sopravvivenza in formato low cost: con soli 22 euro si possono portare a casa una bottiglia di vodka, una scatola di pesce, un sacco di grano saraceno, medicine, una corda, e la fotocopia del proprio documento di identità. A Mosca, invece, vanno a ruba (letteralmente, nel senso che vengono rubate) candele, cherosene e zucchero, mentre in alcune zone del Sichuan sono stati esauriti fiammiferi e candele. A Chelyabinsk, in Russia, si sta costruendo un enorme arco, in stile Maya, forse per scongiurare il peggio, mentre negli Usa i bunker antiatomici extra lusso , con piscina, sala tv o e cinme, e persino ospedale, possono arrivare a costare 5,3 milioni di euro.

In Turchia la popolazione sembra più tranquilla, non fosse altro perchè ha a disposizione migliaia di grotte naturali dove rifugiarsi. In Inghilterra, invece, è stato costruito un enorme rifugio antiatomico, in grado di ospitare più persone, mentre in Svezia i millenaristi e i seguaci delle teorie sulla fine del mondo, hanno scelto una vecchia miniera a 155 metri sotto la terra per trascorrere la fatidica notte dell'Apocalisse. In Olanda sono invece pronti a salpare, fuggendo a bordo di barche lungo i canali, in caso di Doomsday.

A proposito di canali, se proprio fine del mondo deve essere, meglio rifugiarsi in una meravigliosa città come Venezia, dove nei giorni scorsi era stata messa in vendita una villa a Fiesso d'Artico. Nell'annuncio , comparso su internet, si elencavano la sala biliardo, una suite, vasca idromassaggio, taverna e zona bar, ma soprattutto un bunker antiatomico, realizzato in piena Guerra Fredda. Costo: 1 milione e 300 mila euro.

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