Scienza

Maya, dai kit per la sopravvivenza ai bunker

Fioccano i siti che danno consigli su dove rifugiarsi e cosa fare "prima che sia troppo tardi": tra questi una bella festa con apposita playlist da Apocalisse

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I più espert in bunker e kit di sopravvivenza sono da sempre gli americani, ma negli ultimi mesi e settimane si moltiplicano le offerte di materiale d'ogni genere di cui rifornirsi in vista della fine del mondo, attesa per il 21 dicembre, come da presunta profezia dei Maya . E insieme a scorte e attrezzatura varia, fioccano anche i consigli degli esperti in tema di sicurezza e regole da seguire. Ecco allora che si motiplicano siti "specializzati", come l'americano www.december212012.com , che propongono, tra le altre cose, un video per meglio preparasi a cosa accadrà in occasione del "Doomsday", ovvero la fatidica data.

Nel filmato scorrono immagini apocalittiche, si ricordano varie predizioni del passato, da Nostradamus a quelle bibliche fino agli annunci di collisioni da parte di asteroidi contro la Terra, e si chiede di sottoscrivere una petizione per conoscere la verità. Al di là dei documenti storici, infatti, nel video si sostiene che esistono decine e decine di segni premonitori intorno a noi, che indicherebbero che qualcosa non va nella giusta direzione: terrmoti di violenza inaudita, uragani, tornado, alluvioni e, in generale, i cambiamenti climatici sarebbero campanelli d'allarme. "In molti pensano che i governanti del mondo sappiano qualcosa che non vogliono rivelare alla popolazione" si dice nel filmato. Da qui il ricorso a provviste alimentari e non solo.

Negli Stati Uniti si calcola che 25 milioni di persone abbiano fatto scorta di armi e machete, ovvero quel lungo e psante coltello, con una grande affilata lama, usato proprio in quella America centrale e meridionale, un tempo abitata dai Maya. Sempre negli Usa sono molte le case provviste di bunker, di ogni tipo e grandezza: si va da quelli che garantiscono la sopravvivenza per un mese circa, con spazio per acqua e viveri, portei in acciaio e un costo contenuto (circa 3 mila dollari), fino a veri fortini da 200 mila dollari, come il Vivos 8. In Svizzera, dove ha sede l'azienda che sta facendo fortuna vendendo kit per la sopravvivenza, fino al 2010 era obbligatorio per legge che ogni abitazione avesse un rifugio anti atomico. E in Italia? Pare che alcune delle ditte che storicamente producevano bunker per attività militari, come la Matex Security Projects in Toscana, nell'ultimo anno abbiano avuto un boom di richieste anche da parte di comuni cittadini.

Certo il costo può essere proibitivo. Meglio allora dotarsi almeno di scorte alimentari e informarsi su quali comportamenti sarebbe meglio adottare in caso di Apocalisse. I più esperti di questioni militari hanno indicato, nei giorni scorsi, una vera "Bibbia della sopravvivenza", ovvero il "Us Army Survival Manual", il manuale in uso da parte dell'esercito statunitense. Molto più sobri, invece, i consigli che girano in rete: si va da chi sottolinea l'importanza di fare una lista delle cose da fare "prima che sia troppo tardi" a quelli che ricordano come sia fondamentale dotarsi della cosiddetta "Map of the dead", creata nell'eventualità di un'invasione di zombie, ma adatta a questa circostanza. Contiene tutte le informazioni necessarie per trovare subito supermercati, ospedali o stazioni di polizia, in caso di bisogno.

Molto più goliardici coloro che suggeriscono di "finire in bellezza", con un bel Apocalypse party, con un bicchiere di spumante in mano e molta musica a cancellare brutti pensieri. Già, ma quale musica? Ecco una playlist, appositamente creata da qualche "appassionato": si va da Apocalypse Please dei Muse, a The End is the Beginning is the End (Batman & Robin Soundtrack) degli Smashing Pumpkins, passando per Gimme Shelter dei Rolling Stones, The Day the World Went Away di Nine Inch Nails, Balckened dei Metallica e The End dei Doors.

E nel frattempo la Nasa risponde a tutte queste follie con un video dal titolo emblematico: 21 dicembre 2012: un giorno come gli altri.

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