Scienza

La scienza e lo sdoganamento degli Ogm

Dopo la clamorosa marcia indietro dell'ambientalista inglese Lynas , torna il dibattito anche in Italia. La posizione (favorevole) del presidente di Agricoltori Federati

Ogm

Un laboratorio di ricerca – Credits: JUAN MABROMATA/AFP/Getty Images

Una posizione chiara in favore degli ogm. Fino a seminare, nel 2010, in due terreni di sua proprietà, a Pordenone, una varietà di mais geneticamente modificata, il “Mon 810”, iscritta al catalogo europeo delle varietà il cui impiego è ammesso sul territorio dell’Unione europea. Poi la distruzione del raccolto e una causa ancora in atto. Oggi, Giorgio Fidenato, presidente di Agricoltori Federati e attivista libertario, dice la sua a Panorama.it sul caso Lynas e sulle posizioni relative agli ogm in Italia e nel mondo.

“L'azione di sdoganamento degli ogm è proprio quella di far capire, con metodo scientifico, cosa siano questi organismi. Il giornalista inglese Lynas ha detto chiaramente che, scoprendo la scienza, si è accorto che le tesi degli ambientalisti non vertono mai nel merito della questione, ma si fermano a questioni pregiudiziali" dice Fidenato. "Mi auguro che questo modo di ragionare possa aprire una breccia nella testa di molti ambientalisti fanatici e li porti a ragionare. Difficile capire quale potrà essere la portata della decisione di questo giornalista. La potenza di condizionamento del dibattito culturale delle tesi contrarie è ancora intatta e penso che cercherà di far passare in secondo piano questa conversione alla scienza”.

Qual è la situazione in Italia? Ci sono novità riguardo la semina libera di ogm?
In Italia non ci sono novità. Lo schieramento anti è sempre posizionato su tesi pregiudizialmente contrarie, confortate dalla politica che cerca di mantenere il blocco. Attendiamo gli effetti della sentenza della Corte di giustizia europea del 6 settembre 2012 che dovrà essere recepita dal Consiglio di Stato. Per il momento non è consentito seminare legalmente ogm.

Lei è stato condannato nel 2010 a pagare una multa a seguito della sua protesta a Pordenone. Di quella protesta, e di quella multa, cosa è rimasto? È riuscito a far valere le sue ragioni e a diffondere maggiormente la cultura degli ogm in Italia?
Nel 2010 sono stato oggetto di un decreto penale di condanna di 25 mila euro al quale mi sono opposto. Il processo penale si stava concludendo, poi è arrivata la sentenza europea del 6 settembre. Il pm ha chiesto la mia assoluzione, mentre il giudice di merito ha preferito vederci chiaro e ha sospeso il procedimento penale in attesa di avere un pronunciamento sulla conformità del D. lgs. 212/2001, la norma di legge per cui io sono sotto processo, alla direttiva europea che riguarda gli ogm. 16 giudici, a vario titolo, si sono rifiutati di comprendere le nostre richieste, salvo poi venire sbugiardate dalla sentenza della Corte europea dello scorso settembre. Se i giudici avessero un po' di umiltà ed ascoltassero meglio quello che gli imputati dicono, probabilmente eviteremmo perdite di tempo e denaro per tutti, soprattutto di soldi pubblici.

A chi è contrario a questi semi e prodotti, cosa risponde e cosa auspica per il futuro italiano?
Per il futuro auspico che finalmente anche in Italia si possano applicare queste tecnologie già allo stadio commerciale e che riprenda impulso la ricerca privata e pubblica in merito a queste tecnologie. Le potenzialità sono enormi e le sfide, con senso di responsabilità, sono avvincenti. Per chi ha dubbi sono disposto a mettere a disposizione i miei terreni coltivati a ogm a tutti coloro che vogliono rendersi conto di persona cosa siano questi organismi geneticamente modificati. Voglio che vengano a toccare con mano cosa è ogm, cosa è convenzionale e cosa è biologico. Molto spesso l'informazione su questi argomenti è deformata dalla lente dell'ideologia.

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