Scienza

La medusa cyborg col cuore di topo

Il progetto “Medusoide”, condiviso dalle Università di Harvard e Caltech, ha creato una medusa artificiale usando cellule cardiache e silicone

Sembra uno scherzo, o il titolo di un terribile film di fantascienza, ma il “Medusoide” è invece un progetto molto serio portato avanti da due Università di caratura mondiale quali Harvard e il California Institute of Technology (Caltech). Si tratta di una medusa cyborg, cioè frutto di un mix di tecnologia e tessuti biologici, che si comporta in maniera quasi identica alla sua controparte naturale.

Per realizzare la medusa artificiale, infatti, gli scienziati delle due università hanno applicato uno strato formato da cellule del cuore di un ratto a un sottile apparato di silicone. A contatto con l’acqua salata della vasca in cui sono state immerse e poi stimolate da una leggera scossa elettrica, le cellule hanno cominciato a contrarsi come un muscolo cardiaco, muovendo il silicone proprio come si muove una medusa.

I movimenti delle meduse – che sono considerati i primi animali multi-organici a comparire sulla Terra, qualcosa come 500 milioni di anni fa – ricordano, infatti, molto da vicino il “pompaggio” del muscolo cardiaco e hanno ispirato il co-autore dell’esperimento Kevin Kit Parker, professore di bioingegneria e fisica applicata presso la Harvard School of Engineering and Applied Sciences (SEAS) . Parker ha così intrapreso questo progetto insieme a specialisti di biologia, bioingegneria e aeronautica, con l’obiettivo di spingere i limiti della ricerca nella bioingegneria dei tessuti.

Il risultato, come potete vedere nel video pubblicato su YouTube, è impressionante se si considera che a far muovere la medusa artificiale sono solo le cellule del muscolo cardiaco, applicate al silicone in modo da replicare l’architettura cellulare dell’invertebrato.

Il prossimo obiettivo dei ricercatori è addirittura di integrare un apparato neurale, che permetta al Medusoide di muoversi in una particolare direzione, o addirittura un semplicissimo cervello che permetta alla medusa cyborg di interagire con l’ambiente circostante, dirigersi verso la luce o cercare fonti cibo ed energia.

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