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Scienza

La Cassazione conferma: "Nessuna relazione tra vaccini e autismo"

La Suprema Corte ha escluso il nesso di causalità bocciando una richiesta di indennizzo

La Cassazione ha bocciato la richiesta di indennizzo avanzata da un padre che asseriva che il figlio avesse contratto l'autismo a seguito del vaccino antipolio Sabin.

La Suprema Corte ha confermato in questo modo le conclusioni del tribunale e della Corte d'Appello di Salerno, che a seguito di una perizia tecnica avevano a loro volta respinto la richiesta escludendo il nesso di causalità tra la vaccinazione subita e la malattia.

Una correlazione che la scienza ha sempre bocciato.

Le tappe di un rapporto controverso

La storia della presunta associazione fra vaccinazione infantile Mpr (contro morbillo, parotite e rosolia) e autismo nasce da uno studio inglese, pubblicato da Andrew Wakefield sulla rivista The Lancet nel 1998.

Nello studio, che non faceva però riferimento alla vaccinazione anti-polio, si sosteneva che il vaccino Mpr potesse provocare un'infiammazione della parete intestinale, responsabile del passaggio in circolo di sostanze tossiche per il cervello.

L'ipotesi è stata poi smentita da numerosi studi condotti in Europa e negli Usa.

Nel 2010 il General Medical Council britannico stabilì che lo studio di Wakefield non era attendibile e nello stesso anno The Lancet ritirò l'articolo.

Due anni dopo Wakefiled fu radiato dall'Ordine dei medici.

L'ultimo studio disponibile è una meta-analisi pubblicata nel 2014 sulla rivista Vaccine, che non ha evidenziato alcuna associazione fra autismo, disordini dello spettro autistico e vaccinazioni.

A ribadire che i vaccini sono tra i farmaci "più sicuri" è anche l'Aifa. I vaccini, come spiegato dal presidente dell'Agenzia Stefano Vella, "sono farmaci e tutti i farmaci possono provocare una reazione avversa, ma sono fra i farmaci più sicuri, di più rispetto ad altri che utilizziamo frequentemente come gli antinfiammatori''.

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