Scienza

In Bhutan il benessere si misura in felicità interna lorda

Al Festival delle Scienze, inaugurato all'Auditorium Parco della Musica, a Roma, si parla di felicità e del suo raggiungimento individuale e collettivo. Il piccolo paese asiatico ha introdotto il concetto di "Fil" che affianca il pil ma individua il benessere sociale della popolazione.

Anche se non è ovvio cosa sia la felicità individuale, abbiamo tutti un'idea a riguardo ed è qualcosa a cui aspiriamo nella nostra vita. Ma può la felicità di un paese intero essere misurata? In Bhutan pare possibile e la popolazione è sufficientemente felice per oltre il 66 per cento, anche grazie all'introduzione della televisione avvenuta soltanto el 1999. Lo sostiene Sonam Phuntsho Rapten, direttore media e comunicazione del centro del Bhutan Studies , che con Mark Williamson, direttore di Action for happiness ha presentato i dati del suo paese durante l'incontro di inaugurazione dell'ottava edizione del “Festival delle scienze ”, in programma da oggi a domenica prossima all'Auditorium Parco della Musica a Roma.

“La felicità è una misura che di solito è legata alla singola persona, un valore individuale che ci fa dire cosa ci rende felici e cosa no. Noi siamo un paese piccolo, sull'Hymalaia e abbiamo creato il concetto di felicità interna lorda, che non sostituisce il prodotto interno lordo, ma lo completa con una percezione nuova, attraverso 33 indicatori e 124 variabili. In pratica, secondo la nostra concezione, lo sviluppo deve promuovere la felicità collettiva. La felicità è pluridimensionale ed è basata sul principio di interdipendenza. L'obiettivo è cercare un equilibrio tra esigenze culturali, spirituali ed economiche dei cittadini del Bhutan – dice Phuntsho Rapten -. Il concetto del pil è alquanto fallace perchè non riesce ad includere concetti come ad esempio la felicità, che deve essere considerata un bene pubblico. In Bhutan abbiamo elaborato quattro pilastri: lo sviluppo economico eco sostenibile, la conservazione e promozione della cultura, la conservazione dell'ambiente, un buon governo del paese”.

Quale è la finalità di questo indice così singolare? “Vengono forniti indicatori nuovi ai ministeri, alle agenzie nazionali, ai media per valutare il benessere del paese e per capire come cresce il paese, anche nel suo benessere sociale, psicologico e morale – aggiunge Phuntsho -. Applichiamo questo concetto nella pratica concreta attraverso la costituzione: all'articolo 9 è previsto che lo stato deve impegnarsi a garantire il benessere del paese, sotto tutti i punti di vista, e abbiamo una commissione specifica che lavora per il conseguimento della felicità. Siamo una monarchia costituzionale e tutti i partiti si impegnano a rispettare questi obiettivi. In Bhutan qualsiasi ministro, politico, economista si impegna a rispettare questi principi della felicità interna lorda. Se gli strumenti non corrispondono ai criteri previsti all'interno dell'indicatore, vengono rimandati in parlamento per un'analisi più approfondita”.

Il festival, arrivato alla sua ottava edizione, esplorerà tutte le sfaccettature della felicità. La ricerca della felicità resta l'ambizione , inconscia o dichiarata, di ogni essere umano. E' materia di ricerca per sociologi ed economisti. E' anche terreno delle più alte speculazioni filosofiche. Una possibilità vera di felicità risiede nella condizione di libertà personale e civile che nasce dalla democrazia, nella consapevolezza che tutti esercitano quella libertà e ne riconoscono il limite. Ne parlano Ezio Mauro e Gustavo Zagrebelsky in un dialogo che chiude la prima serata.

Domani si entra nel vivo con la presenza di Amartya Sen , premio nobel per l'economia nel 1998, che si occuperà di sviluppare il tema della “felicità e le disuguaglianze”. Visti i problemi creati dalla crisi economica europea, è importante esaminare l'infelicità rispetto allo stato attuale delle cose possa essere interpretata, sostiene l'economista indiano, sulla base del rapporto tra ragione e soddisfazione che è stato uno dei fondamenti di ciò che Adam Smith chiamava la “teoria dei sentimenti morali”. Sempre nella giornata di domani, Darrin McMahon , professore ordinario di storia alla Florida University, illustrerà alcune idee sulla felicità che hanno preso corpo nel corso della storia fino ad arrivare ad alcuni aspetti delle recente “scienza” della felicità per spiegare come gran parte delle intuizioni di questa disciplina siano in sintonia con le verità da lungo tempo connesse dai più importanti sistemi religiosi e sapienziali del mondo.

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