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Scienza

Così funzionano le nuove pillole digitali

La prima capsula elettronica da ingerire ha ottenuto l'autorizzazione alla commercializazione. Guido Costamagna, direttore dell'Unità di endoscopia digestiva del Policlinico Gemelli, spiegacome funziona

Un dispositivo per le pillole digitali

Una pillola per stabilire se il paziente stia correttamente seguendo la cura. O per comprendere l'efficacia di un determinato trattamento terapeutico nei diversi soggetti. In un prossimo futuro sarà possibile. La Food and drug administration (Fda), l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione in materia di salute, ha autorizzato la Proteus Digital Health a commercializzare un dispositivo spia da abbinare ad ogni pillola farmacologica o omeopatica al fine di monitorare a distanza se il paziente segue la cura adeguatamente.

L'azienda produttrice sostiene che oltre il 50 per cento dei pazienti non riceve i pieni benefici dalle terapie perché non seguono con rigore la cura, spesso non prendono tutte le pillole o non rispettano i tempi di somministrazione. Questa invenzione promette di risolvere il problema e supportare il lavoro del medico e la preziosa salute del paziente. “Non è ancora chiaro il campo di utilizzo che questa pillola digitale può avere. Se si riferisce al ruolo della videocapsula nel valutare la risposta alla terapia farmacologica nei pazienti con patologie che interessano l'intestino tenue, recentemente sono stati condotti studi volti a valutare la risposta farmacologica dei pazienti con malattia infiammatoria cronica, come ad esempio il morbo di Crohn o rettocolite ulcerosa – sottolinea a Panorama.it Guido Costamagna, direttore dell'Unità di endoscopia digestiva del Policlinico “Gemelli” di Roma - L'interesse della comunità scientifica in questo ambito è nata a seguito dell'introduzione di nuovi farmaci “biologici” nel trattamento di queste malattie. I vecchi farmaci infatti provocavano una buona risposta clinica ma, spesso, una guarigione della mucosa intestinale scarsa. I nuovi farmaci biologici sembrano avere, oltre alla risposta clinica, anche un effetto sulla guarigione della mucosa intestinale, il cosiddetto “mucosal healing”.

COME FUNZIONA

La “pillola spia” è un sensore, formato da un microchip in silicio di circa 1 millimetro quadrato, costituito da microscopiche quantità di magnesio e rame. Appena viene ingerita ed entra in contatto con gli acidi gastrici, Il rame ed il magnesio creano una differenza di potenziale elettrico che viene registrata dal chip, l'informazione registra data e ora dell'assunzione e viene poi trasmessa ad un altro piccolo dispositivo inserito in un cerotto che va applicato sulla pelle del paziente ed è in grado anche di stabilire tanti altri parametri fisiologici come il battito cardiaco. Una volta ingerite queste pillole “intelligenti” emettono un segnale non appena entrano in contatto con il liquido digestivo. L'informazione viene quindi ricevuta da un cerotto sulla pelle che trasmette poi i dati allo smartphone di un medico o di un infermiere.

“Restando in ambito gastroenterologico, al momento in Europa esistono principalmente due videocapsule: quella per lo studio del piccolo intestino e quella per lo studio del colon. In commercio esiste anche una capsula per lo studio dell'esofago, ma in Europa è scarsamente diffusa – aggiunge Costamagna -.  L'enteroscopia con videocapsula, cioè l'esame con videopcapsula per il piccolo intestino, è  indicata nei pazienti con sospetto morbo di Crohn e/o nel follow up di questi pazienti e nei pazienti con sospetta neoplasia del piccolo intestino. Per quanto riguarda la videocapsula per il colon, è una nuova tecnica che permette di visualizzare il colon senza provocare dolore. Ma è importante sottolineare che né lla capsula per il tenue né quella per il colon sostituiscono la gastroscopia”.

L'azienda statunitense punta alle sperimentazioni sui medicinali per la cura di patologie neuro degenerative, del diabete e per i farmaci anti rigetto assegnati a chi subisce un trapianto di organi. Ma le future applicazioni di questa tecnologia biomedica sono infinite. Potrà essere usata anche per monitorare alcuni parametri medici come la temperatura interna o la quantità e la qualità dei succhi gastrici. Con lo stesso sistema, in futuro, si potrebbero iniettare altri farmaci digitali direttamente in vena e fare le analisi del sangue senza bisogno di un prelievo.

IL FUTURO DELLE TECNICHE DIGITALI

Qualche anno fa l'equipe di Costamagna sperimentò la pillola con telecamera che esplora l'intestino. “La tecnologia sta evolvendo rapidamente: oggi abbiamo una nuova generazione di colonscopia con videocapsula”, spiega Costamagna che è stato coordinatore di uno studio europeo, pubblicato su Gastrointestinal Endoscopy, in cui è stata testata la nuova generazione di capsula per il colon. I risultati sono molto interessanti ed hanno dimostrato che la colonscopia con videocapsula è un esame molto attendibile, oltre che poco invasivo per il paziente.

La tendenza è di avere tecniche endoscopiche non invasive per effettuare la diagnosi di eventuali patologie e di “riservare” la tecnica tradizionale più invasiva solo in quei casi in cui è necessario un intervento terapeutico. “Sappiamo che lo screening del cancro del colon retto è importantissimo. Se  noi offriamo immediatamente la colonscopia tradizionale, solo una piccolissima parte dei pazienti effettua l'esame, soprattutto a causa della paura della colonscopia – dice Costamagna -. Se noi potessimo offrire una tecnica non invasiva di screening, come la colonscopia con videocapsula, potremmo immaginare che molti più pazienti effettuerebbero l'esame diagnostico e solo i pazienti nei quali è stata individuata una patologia effettuerebbero la colonscopia tradizionale per esempio per rimuovere un polipo. Prossimamente saremo impegnati in un grosso studio che andrà a valutare il ruolo della colonscopia con videocapsula in ambito di un progetto di screening”.

L'impatto di queste nuove tecnologie nell'ambito della gastroenterologia e dell'endoscopia digestiva è sicuramente rilevante. E' ovvio che non tutte le nuove tecnologie saranno applicabili ed utili in endoscopia. “L'impressione è che in questo ambito siamo solo all'inizio e che nei prossimi anni assisteremo ad ulteriori miglioramenti ed allo sviluppo di nuove tecnologie”, conclude Costamagna.

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