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Scienza

Imparare una lingua straniera è un’assicurazione sulla salute

Potenziala capacità di apprendimento e di memoria fino ad allontanare in modo significativo il rischio di Alzheimer

Credits: Illustrazione Guido Rosa

Una è sufficiente, se sono più di una è anche meglio. Imparare almeno una lingua straniera fino ad acquistare padronanza non solo serve sul lavoro e nei rapporti sociali, ma è pure una sorta di assicurazione per il proprio cervello: potenzia e velocizza la capacità di apprendimento e di memoria fino ad allontanare in modo significativo il rischio di Alzheimer e di demenza precoce (spauracchio per tutti). E affina l’udito.

Lo ribadiscono vari studi scientifici (per esempio alla York University di Toronto, in Canada, e all’Università della California, a San Diego). Grazie a una serie di esperimenti su volontari, si è visto che il cervello delle persone bilingui funziona meglio e più a lungo; e anche apprendere una seconda lingua più avanti negli anni preserva i neuroni, perché limita il deterioramento dovuto all’età. Parlare due lingue, in base alle ricerche, stimolerebbe il network deputato al controllo esecutivo, nella corteccia cerebrale. «È la parte più importante della nostra mente, alla base dell’attenzione» ha precisato Ellen Bialystok dell’Università di Toronto, tra gli autori dell’analisi (su 450 persone).

All’Università dell’Illinois, infine (lo studio è sui Pnas), un test tra studenti ha dimostrato che chi parlava bene un’altra lingua oltre a quella natia aveva maggiori capacità di comprendere i test, era più veloce nell’elaborare le informazioni e si destreggiava meglio in mezzo ai vari suoni. Compris?

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