Scienza

Il piacere genera felicità. Ma anche dipendenza

Il neurofisiologo David Linden, al Festival delle Scienze: "Il piacere genera altro piacere, fisico e mentale. Il suo lato oscuro è la dipendenza". Si parla anche di "sexy toys", strumenti sempre più high tech di lussuria.

David Linden a Roma - credits: Musacchio&Ianniello

“Il piacere ci attrae, ci stravolge, a volte diventa un’ossessione. Non lo possiamo spiegare in poche parole, ma il raggiungimento dell’orgasmo è una cosa innata e ha radici evoluzionistiche molto profonde. Negli uomini e negli animali”. David Linden neurofisiologo statunitense, docente alla John Hopkins University di Baltimore, tiene banco in apertura della terza giornata del Festival delle Scienze , a Roma, cercando di dare una spiegazione scientifica al concetto di piacere e in che modo la sua ricerca coinvolge direttamente la nostra vita e la nostra felicità. “Quando pensiamo al piacere dobbiamo riferirci ad emisferi cerebrali specifici all’interno di una regione interconnessa che comprende strutture come l’area ventrale tegmentale e il nucleus accumbens, criticamente dipendenti da un neurotrasmettitore, la dopamina – dice Linden -. A seguito di alcuni esperimenti, siamo arrivati a risultati interessanti. Intanto che l’orgasmo maschile e quello femminile sono molto simili, quello femminile dura intorno ai 20, 25 secondi, quello maschile poco meno. Poi che si attiva il circuito del piacere nella corteccia dell’orgasmo per circa 10, 20 secondi. Lo stimolo del piacere esiste per incentivarci a mangiare, a bere e ad accoppiarci, ma anche per il semplice impulso sessuale”.

Con il passare degli anni sono stati attivati numerosi meccanismi artificiali per raggiungere il piacere. E questo non accade solo agli esseri umani, ma anche agli animali. “In Etiopia alcuni animali mangiano bacche di caffè, perché hanno imparato che la caffeina provoca loro sensazioni piacevoli; altre specie si cibano di frutta fermentata, per ricavarne alcool, o di cannabis. In Siberia, le renne cercano funghi allucinogeni, o la neve dove ci sono le stesse tracce, e una volta mangiati subiscono eccitazione e alterazione – aggiunge Linden -. Il piacere è una gratificazione personale, il suo lato oscuro è la dipendenza. Che cambia il circuito del piacere dell’encefalo. Una volta che si diventa dipendenti, il nostro cervello cambia per sempre. Le cifre parlano chiaro: il 4 per cento di bevitori diventa alcolista, il 25 che fa uso di eroina diventa drogato, addirittura l’80 per cento di utilizzatori di sigarette è tabagista cronico. Per un buon 40 per cento dipende dai propri geni, il resto lo fanno le esperienze personali e gli stili di vita”.

Ci sono molti modi di arrivare al piacere, attraverso l’uso di alcol, di droghe, attraverso il cibo o il denaro, o anche attraverso una sana e corretta attività fisica. A volte, il piacere si raggiunge attraverso strumenti particolari che stimolano la coppia con un “gioco” che va oltre il semplice rapporto sessuale. Sono i “sexy toys”, ormai veri e propri strumenti high tech e con materiali sempre più performanti che hanno trasformato il vecchio sexy shop in un moderno laboratorio di tecnologia e di para medicina. Nel 1983, Milo Manara, celebre fumettista di personaggi erotici, immagina una storia tra uno scienziato e una donna dell’alta borghesia, frigida e fredda, che lo respinge. Lo scienziato installa un chip nella testa della donna e la costringe ad avere atteggiamenti al limite dell’erotico ogni volta che preme il pulsante a distanza. La storia si chiude con un lungo dialogo tra i due e lo scienziato rivela alla donna che il telecomando è una scatola vuota: il gioco erotico si scatena solo nella testa della donna.

I sexy toys sono dunque un aiuto, ma non devono mai sostituire la fantasia e la voglia umana. Certo è che questi nuovi strumenti di piacere sono sempre più tecnologici e c’è tanta scienza intorno alla loro realizzazione. I nuovi vibro stimolatori e i ciondoli arrivano a costare anche oltre i 1000 euro e i testing  sono molto simili a quelli per un prodotto medicale o per un nuovo farmaco. Ce ne è per tutti i gusti: vibratori gestiti da telecomandi a distanza, stimolatori per recuperare il tono muscolari, dadi da lanciare per stabilire il gioco nella coppia. Tutto rigorosamente high tech, magari anche collegabili all’iPhone e all’iPod per seguire la musica preferita, e disegnati da designer e architetti specializzati.

Il sesso provoca la felicità? Per capirlo, Gillian Einstein , psicologa dell'Università di Toronto, fa riferimento a fattori psicosociali che determinano il sistema binario maschio/femmina. “Ci sono differenze tra i due generi per quanto riguarda le malattie, l'assunzione dei farmaci, lo schema del cervello. Per esempio, la depressione è due volte più comune nelle donne, l'autismo invece è quattro volte più comune negli uomini – dice la Einstein -. I maschi hanno radicata l'idea del “combatti o fuggi”. O combatte subito oppure scappa definitivamente. Le donne alimentano le loro relazioni sociali in modo da creare protezione e senso di difesa”.

In ogni caso, l'umore dipende in molti casi, almeno per quello che riguarda le femmine, dagli ormoni. Almeno il 3-9 per cento delle donne statunitensi soffre di sindrome pre mestruale e questo creerebbe instabilità, fragilità, insoddisfazione anche a livello sessuale. “In realtà questa sindrome, secondo i nostri studi, non esiste. Abbiamo estrapolato 37 studi con rigorosi criteri scientifici e condotto un esperimento per verificare l'umore negativo o positivo in donne seguite in tre cicli mestruali completi: nessuna correlazione tra cattivo umore e ciclo è stata riscontrata – dice la Einstein -. Lo studio dimostra che bisogna esaminare altri fattori che potrebbero incidere sull'umore delle donne, in modo che si possano trovare efficaci trattamenti”.

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