Scienza

Il Festival delle scienze a Roma, alla ricerca della felicità

Da domani, fino a domenica, all'Auditorium Parco della Musica, a Roma, l'ottava edizione il cui tema sarà la felicità. Intesa come ricerca del piacere personale, ma anche come importante indicatore economico. Venerdì l'atteso incontro con Amartya Sen, Nobel per l’Economia nel 1998.

La ricerca (scientifica) della felicità è un viaggio misterioso e appassionante attraverso le neuroscienze, la psicologia, la religione, l’antropologia, la sociologia. Per qualcuno è questione di chimica, un fatto di neuroni. Per altri è l’appagamento di un bisogno, fisico, biologico. Sete di verità o paradiso artificiale: raggiunto con farmaci, droghe, sesso.

Esiste dunque una formula della felicità? L’ottava edizione del Festival delle Scienze , che apre i battenti domani pomeriggio fino a domenica 20 gennaio all’Auditorium Parco della Musica di Roma, e che Panorama.it seguirà quotidianamente, va a indagare un’idea radicata nella nostra esperienza fin dall’antichità della storia umana. Ad inaugurare ufficialmente il Festival, saranno Mark Williamson, direttore di Action for Happiness, e Phuntsho Rapten del Centre for Bhutan Studies, che spiegheranno come la felicità si possa misurare. E incoraggiare.

La felicità non è solo un concetto astratto: è anche un importante indicatore economico. Perché lo sviluppo non è solo legato al reddito, ma alla qualità della vita. È su questi temi che rifletterà l’economista indiano Amartya Sen , premio Nobel per l’Economia nel 1998 durante l’atteso incontro che affronterà il tema del rapporto tra felicità e disuguaglianze, venerdì 18 gennaio alle 21 in sala Petrassi. Sen ha teorizzato in Lo sviluppo è libertà, edito da Mondadori, un approccio radicalmente nuovo, spiegando come il livello di reddito non sia più un indicatore sufficiente per analizzare il benessere dei popoli.

Ma da dove nasce, davvero, la felicità? A tracciare la sua storia sarà Darrin McMahon, autore di Storia della felicità, domani alle 16 in sala Petrassi. E la felicità è legata al sesso, si chiede Gillian Einstein dell’Università di Toronto, sabato alle 18? Sempre sabato, David Linden si interrogherà su quali sono i circuiti cerebrali del piacere. Paul Bloom, professore di Psicologia e Scienze Cognitive all’Università di Yale, spiegherà nella giornata conclusiva del Festival come funziona il piacere

Incontro dopo incontro, proveremo a cercarla, a trovare una sede di questa felicità. Il cervello, forse? Saranno Shimon Edelman, professore di Psicologia alla Cornell University, e Daniel Nettle , professore di Scienze Comportamentali alla Newcastle University, a indagare la mente, sabato 19 gennaio. Per provare a capire se questo pervasivo oggetto dell’indagine umana è il frutto di una reazione chimica, o è qualcosa di più profondo dentro di noi. E che cosa, davvero, ci può insegnare una scienza della felicità.

“Il tema di quest’anno ben si adatta all’Auditorium, straordinario sistema culturale che può essere definito un’eccellenza europea. Anzi, lancio un appello, trasferire questo modello nel mondo delle politiche culturali italiane”, ha detto il direttore scientifico del Festival, Vittorio Bo durante la conferenza stampa di presentazione, che ha legato la felicità alla scienza, citando Fabiola Gianotti, la fisica italiana che ha guidato il gruppo del Cern di Ginevra fino alla scoperta del bosone di Higgs, come massima rappresentazione della felicità di un ricercatore e della bellezza della scoperta.  “Oggi parlare di felicità vuol dire attraversare le varie dimensioni del nostro quotidiano, occuparsi di qualcosa di cui non si può fare a meno – ha concluso Bo -. Per  questo abbiamo pensato a percorsi geografici e filosofici che sollecitino l’abbattimento dei luoghi comuni”.

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