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Scienza

Homo Sapiens: una mostra per capire chi siamo

Ricostruita la storia biologica e culturale della nostra specie. Fino al 13 gennaio al Museo della Scienza di Trento

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Era stato per primo Charles Darwin a intuire le nostre origini africane:« È probabile che l’Africa fosse abitata in origine da scimmie estinte strettamente affini al gorilla e allo scimpanzè; e siccome queste due specie sono ora i più prossimi affini dell’uomo, è in un certo modo più probabile che i nostri primi progenitori vivessero nel continente africano che non altrove». Così scriveva nel 1871 in The Descent of Man, and Selection in Relation to Sex, deducendo questa tesi dal fatto che i mammiferi presenti nelle varie regioni del pianeta che aveva esplorato erano strettamente affini alle specie locali estinte.

Nei più di 140 anni che sono trascorsi da allora abbiamo non solo provato l’intuizione di Darwin ma anche scoperto dettagli inimmaginabili. Sappiamo per esempio che la nostra specie, Homo sapiens, è sorta approssimativamente 200mila anni fa in un angolo remoto dell’Africa nord-orientale, e che circa cinquantamila anni fa un gruppo di poche centinaia di cacciatori-raccoglitori lasciò la sua terra d’origine lanciandosi verso terre al di fuori dell’Africa che non erano disabitate. Infatti, almeno 1,8 milioni di anni prima, quando l’era glaciale pleistocenica non era ancora iniziata, altri gruppi di nostri progenitori avevano lasciato l’Africa e si erano poi evoluti in specie come l’Homo neanderthalensis.  

Dopo il suo successo nella prima edizione al Palazzo delle Esposizioni di Roma, la mostra Homo sapiens, la grande storia della diversità umana (dal 21 settembre al 13 gennaio 2013) apre al Museo della Scienza di Trento. Si deve al lavoro di ricercatori provenienti da ogni parte del mondo e da tutte le discipline che hanno contribuito a ricostruire la storia biologica e culturale della nostra specie: paleoantropologia, climatologia, antropologia, linguistica e soprattutto genetica.

Proprio quest’ultima disciplina, nella persona di Luigi Cavalli Sforza , professore emerito alla Stanford University e ideatore principale della mostra, ha dato contributi rilevanti per comprendere che gli argomenti basati sulla biologia che discriminano su basi sociologiche o morali nostri simili sono erronei.

Ci sono diverse domande cruciali alle quali un non esperto può dare risposta visitando la mostra. Prima di tutto: quali erano le caratteristiche dei primi individui del genere Homo, cioè delle prime specie che possono definirsi umane? L’espansione cerebrale da cosa dipese? E perché ci siamo spostati dall’Africa? Proseguendo nelle sale della mostra, si possono conoscere le vicissitudini della nostra specie nella fase della colonizzazione del pianeta e assistere alla nascita dei popoli, delle lingue e delle razze. Infine, la mostra si concentra sull’Italia e la sua diversità biologica e culturale frutto di una storia unica dal punto di vista genetico: al centro dei flussi di popolazioni nel Mediterraneo.

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