Scienza

Gli Hobbit esistevano: erano uomini primitivi

Un ritrovamento archeologico conferma che in Indonesia esisteva una specie umana alta un metro, incapace di produrre manufatti

Tre polsi risalenti 800 mila anni fa. Questo ritrovamento archeologico, avvenuto recentemente sull’isola di Flores, nell’arcipelago indonesiano, non sarebbe degno di gran nota, se non fosse che le nuove ossa portate alla luce appartengono a ominidi molto particolari: Hobbit.

Non sono, letteralmente, le fantastiche creature narrate nell’omonimo romanzo di Tolkien e nella successiva trilogia de “Il Signore degli anelli”, ma le somiglianze con i "mezz’uomini" portati sullo schermo dai film di Peter Jackson sono davvero notevoli. Arti più corti, crani più piccoli, articolazioni diverse da quelle umane: sin dai primi ritrovamenti, avvenuti circa dieci anni fa, sempre sulla stessa isola, i paleontologi capirono di essersi imbattuti nei fossili di una nuova specie di uomini primitivi, alti non più di un metro, che battezzarono “Homo floresiensis”, o più familiarmente, Hobbit, sull’onda della saga cinematografica che spopolava all’epoca della scoperta.

Secondo lo studio pubblicato il 4 gennaio sul Journal of Human Evolution da Caley M. Orr, antropologo all’università Stony Brook di New York, la morfologia delle ossa ritrovate indicherebbe che gli Hobbit, che probabilmente colonizzarono l’isola di Flores un milione di anni fa assieme ad altre specie umane, non erano in grado di maneggiare utensili. L’analisi dei nuovi reperti sembrerebbe confermare questa ipotesi, anche se ancora controversa tra gli scienziati.

Forse proprio l’incapacità di manipolare e produrre manufatti potrebbe essere il motivo della loro estinzione, occorsa diciassette mila anni fa, quando si trovarono in competizione con i più abili Homo Sapiens. Ma la vera causa della loro scomparsa, così come anche della loro genesi, rimangono ancora misteri tutti da indagare.

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