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Torino, dove si respira cocaina

Secondo uno studio italiano, nel capoluogo piemontese c'è la maggior concentrazione di cocaina nell'aria. In esame anche i livelli di nicotina, caffeina e cannabinoidi in 8 città italiane.

Nella foto una persona che sniffa cocaina. Torino è risultata la città italiana con la maggior concentrazione di questa droga nell'aria. Credits: ©FRANCO SILVI/LAPRESSE

E' adagiata ai piedi dei monti, è abbracciata dalle colline, anzi "dalla collina" (Superga), è circondata dal fiume (Po), eppure Torino risulta una "città drogata", in particolare di cocaina. E non perchè tra i suoi abitanti ci sia un numero record, in assoluto, di consumatori di polverina bianca, ma nel senso nella sua aria c'è cocaina. A dirlo è uno studio dell'Istituto sull'Inquinamento Atmosferico (IIA) del Cnr, secondo il quale il capoluogo piemontese è quello con la massima concentrazione di questa droga in atmosfera in Italia.

La ricerca, condotta dal chimico ambientale Angelo Cecinato e pubblicata su Environmental Pollution , ha preso in esame i livelli di inquinamento da cocaina, cannabinoidi, nicotina e caffeina, in otto grandi città italiane. Proprio a Torino il livello della sostanza stupefacente ormai così diffusa raggiunge picchi molto elevati, con una media di 0,26 ng/m3, ossia nanogrammi per metro cubo. A seguire si trovano Napoli (0,21 ng/m3) Verona (0,05 ng/m3) e Palermo (0,02 ng/m3). Ma non si tratta dell'unico dato emerso dallo studio. Bologna risulta la città con la concentrazione maggiore in Italia di cannabinoidi, seguita dalla stessa Torino e da Palermo.

Spostandosi di alcuni chilomentri e raggiungendo Verona, ci si imbatterà invece in livelli di nicotina piuttosto alti: 36 ng/m3. Ancora una volta, però, il gradino più alto del podio spetta a Torino, dove nel mese di dicembre si può toccare la concentrazione record di 102 ng/m3. Al terzo posto, sempre per quanto riguarda la nicotina, si trova invece Bologna. Sempre al capoluogo emiliano il secondo posto, se invece si prende in esame la quantità di caffeina nell'aria (4,3 ng/m3), mentre in questo caso al terzo posto c'è una metropoli dove fermarsi è un tabù: Milano, con 3,1 ng/m3.

Ma se in quest'ultimo caso il dato sicentifico è forse maggiormente spiegabile (magari piegandosi a qualche luogo comune), nei precedenti diventa più difficile capire il fenomeno. Bisogna tener presente che si sta parlando di quantità comunque molto ridotte, inferiori di un miliardo rispetto ad un cucchiaio di zucchero! C'è poi da tener presente che i livelli di guardia sono molto più elevati, dunque non sussiste alcun problema diretto di salute per la popolazione residente nei comuni presi in considerazione. "La nostra ricerca - ha spiegato lo stesso autore dello studio, Cecinato - è solo qualitativa, ovvero siamo andati a controllare quale fosse la causa che aveva portato al ricovero dei pazienti che si presentavano in ospedale con patologie ricollegabili alla cocaina e alle altre sostanze". La ricerca, però, per ammissione dello stesso ricercatore del Cnr, non è durata sufficientemente a lungo per poter mettere con correlazione diretta le patologie riscontrate con la presenza delle sostanze psicotrope trovate nell'aria.

Lo studio, infatti, aveva preso le mosse dai problemi di salute di una serie di persone, che potevano essere stati causati dall'uso o abuso di sostanze stupefacenti o stimolanti, come caffeina o nicotina. E' vero anche che tra le otto città prese in esame (Milano, Firenze, Napoli, Palermo, Torino, Bologna, Verona e Roma), ben 4 si trovano al nord Italia, dove è induscusso che i problemi di inquinamento atmosferico sono complicati dalla particolarità geografica del territorio e in particolare dalla morfologia della Pianura Padana, con scarso ricambio di aria.

Nonostante queste precisazioni, i ricercatori stessi fanno notare come la presenza delle sostanze psicotrope in esame sia fortemente aumentata nel corso degli anni. Proprio a Torino, Milano, Bologna e Roma, infatti, rispetto al 2009/20120 la quantità di cocaina è raddoppiata. Segno che il numero di consumatori è aumentato e di molto. La prossima frontiera di ricerche analoghe sarà ora quella che riguarda il consumo anche di sostanze illegali, come le dorghe leggere: da questo punto di vista, infatti, manca ancora una quantià di dati tale da poter fare analisi più affrondite sul loro stesso consumo, e dunque anche sull'aumento della loro concentrazione in atmosfera.

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