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Temperature shock a febbraio: è emergenza climatica

A livello globale si è registrato 1,35 °C in più rispetto alla media del periodo tra il 1951-1980. A marzo superati brevemente i +2 °C nell'emisfero nord

Il 2015 è stato l'anno dei record negativi per i cambiamenti climatici. Poi è arrivato gennaio e ha battuto quei record. E che dire di febbraio? Quello che si è da poco concluso è stato il febbraio più caldo di sempre. Gli ultimi dati diffusi dalla Nasa parlano di una temperatura di superficie terrestre e oceanica globale di 1,35 °C più alta di quella che era la norma 40-50 anni fa. Per Stefan Rahmstorf del Potsdam Institute che fa ricerca sull'impatto climatico, visiting professor all'Università australiana del Nuovo Galles del Sud, si tratta di "una sorta di emergenza climatica ... completamente senza precedenti".

Un altro record del quale invece non si è parlato, ma che pur essendo solo simbolico ben rappresenta l'estrema gravità della situazione, è stato infranto giovedì scorso. Il 3 marzo per la prima volta la temperatura media dell'emisfero nord ha brevemente superato di 2 °C quella dell'era preindustriale.

Sì, avete capito bene, stiamo parlando proprio di quella soglia che l'Intergovernamental Panel on Climate Change individua come punto di non ritorno, quella oltre la quale le conseguenze dei cambiamenti climatici rischiano di diventare davvero catastrofiche. E' tutto successo molto più in fretta di quanto ci si aspettasse. Okay, direte voi, abbiamo capito che due gradi sembrano pochi ma indicano un cambiamento enorme, però questo "sforamento" è durato solo per poco. Sì, ma ciò non significa che adesso sia tornato tutto nella norma. E' come per le concentrazioni di CO2 in atmosfera: la soglia delle 400 parti per milione è stata superata poi i livelli sono lievemente calati, seguendo un andamento stagionale. Ma quel superamento ci dice che le concentrazioni hanno raggiunto un tasso critico, che potrà di nuovo facilmente superare la soglia di attenzione.

In un interessante articolo apparso pochi giorni fa su Slate, Eric Holthaus, meteorologo americano che collabora con la rivista online ha spiegato in modo chiaro perché dobbiamo preoccuparci: "Il riscaldamento globale sta andando in overdrive". Holthaus traeva questa conclusione già due giorni prima di scoprire che la soglia dei 2 gradi era stata brevemente superata, semplicemente analizzando i dati del mese scorso. "Febbraio ha cancellato i record di temperatura globale di tutti i tempi in un solo mese". Con una temperatura "tra 1,15 e 1,4 gradi più calda rispetto alla media di lungo periodo, e di circa 0,2 gradi al di sopra dello scorso mese".

Ora, quello che va tenuto presente è che, come sottoloinea il meteorologo, "c'è voluto voluto dagli albori dell'era industriale fino allo scorso ottobre per raggiungere il primo grado Celsius di aumento, e siamo arrivati a un extra di 0,4 gradi in più solo negli ultimi cinque mesi". In molte parti del pianeta l'inverno praticamente non c'è stato e alcune parti dell'Artico sono state di ben 16 gradi più calde rispetto alla norma per il mese di febbraio, più o meno a livelli del mese di giugno, che però da quelle parti è il più caldo dell'anno.

Okay okay, ma in fondo è in gran parte colpa di El Niño, no? In realtà l'infuenza di El Niño sull'Artico è ancora poco chiara, ma sembra sia meno importante in questa regione rispetto ad altre zone del mondo e molti esperti concordano nel sostenere che al massimo il fenomeno può aver lievemente amplificato un aumento delle temperature eccezionale già in atto. C'è chi si spinge a ipotizzare che El Niño sia responsabile di meno di un decimo di grado di aumento delle temperature sopra la media registrate nel 2015 e che lo scorso anno sarebbe stato da record anche senza El Niño. A fornire un'ulteriore dimostrazione della maggior importanza relativa del cambiamento climatico rispetto al El Niño per le temperautre del 2015 sarebbe il fatto che lo scorso anno è stato comunque molto più caldo del 1997, l'ultimo anno nel quale El Niño aveva fatto sentire così fortemente la sua influenza.

Inutile dirvi che, dopo i record di gennaio e febbraio e lo scavallamento dei 2 gradi di inizio marzo, per il 2016 non si apparecchia niente di buono. Secondo Adam Scaife, a capo del Met Office britannico, "La previsione per il prossimo anno è di circa 0.8 °C al di sopra della linea di base 1961-1990. Circa 0,2 dei quali è probabile provengano da El Niño, quindi il 25%".


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