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Plastica, bandita dalle mense, ma adottata nei jeans

Nuove frontiere del riciclo: a Modena piatti e bicchieri usa e getta sono stati sostituiti da stoviglie di materiale riciclabile e lavabile. E da gennaio debutteranno i jeans di plastica riciclata

Dai jeans in tela blu a quello in plastica riciclata. E anche nelle mense la plastica usa e getta viene sostituita da materiali lavabili. Credits: Getty Images

Con la plastica ormai si fa di tutto e presto anche i jeans. Dopo i primi esperimenti su altri capi di abbigliamento, infatti, da gennaio 2013 faranno il loro debutto anche i famosi panataloni di tela blu, in versione plastificata. L'annuncio è stato dato da una delle più note case di produzione di jeans, l'americana Levi's, che lancerà sul mercato una collezione innovativa. La parola d'ordine, però, è ecologia. Nonostante si parli di plastica, infatti, i nuovi pantaloni, ai quali seguiranno anche giacche e giubbotti, permetteranno di risparmiare oltre 3 milioni e mezzo di flaconi e contenitori in Pet, riciclati appunto per realizzare i nuovi capi di vestiario griffati. Come materia prima, infatti, viene impiegata la plastica riciclata, dalla quale è possibile ottenere una fibra sintetica, adatta a realizzare capi di d'abbigliamento.

In pratica, nei nuovi jeans Waste Less ci sarà almeno il 20% di materiale riciclato. D'altra parte, già da alcuni hanni la casa americana investe per trovare soluzioni innovative e rispettose dell'ambiente. Ad esempio ha deciso di non acquistare cotone proveninente dall'Uzbekistan per le proprie linee d'abbigliamento, perchè nel Paese asiatico è largamente diffuso l'uso di pesticidi per aumentare la produzione di cotone, molto richiesto. Sempre in Uzbekistan, così come in altre realtà come la Cina, si ricorre al lavoro minorile per contenere i costi della manodopera.

Ma se il marchio Usa non è nuovo a iniziative in questa direzione (nel 2009 lanciò una campagna per insegnare ai propri clienti a risparmiare fino al 95% di acqua nei lavaggi), a Modena hanno deciso di invertire completamente rotta. Dopo anni di piatti e bicchieri in plastica usa e getta, si torna a lavare le stoviglie, o quantomeno a ridurre il quantitativo di quelle che finiscono in discarica. Da quest'anno, infatti, 18 scuole dell'infanzia servono i pasti per i bambini in piatti e bicchieri che finiranno in lavastoviglie e non più nel cestino della spazzatura. Non solo. Anche alle scuole primarie saranno utilizzate stoviglie in polpa di cellulosa, ovvero un materiale completamente riciclabile.

In questo modo sarà possibile risparmiare fino a 146 chilogrammi di plastica al giorno. Con un impatto estremamente positivo sull'ambiente. È stato infatti calcolato che ogni anno finiscono in discarica oltre 10 tonnellate di plastica. Un progetto, quello modenese, che ha risvolti educativi, visto che mira ad insegnare ai più piccoli a non buttare tutti gli oggetti appena utilizzati. Un esempio, quello emiliano, che arriva dopo precedenti illustri, come quello del Comune di Cave, in provincia di Roma, dove dal 2010 piatti e posate di plastica usa e getta sono stati sostituiti da stoviglie lavabili. L'amministrazione, in questo caso, si è dotata di una lavastoviglie industriale, nella quale finiscono ogni giorno 1.600 piatti e 2.400 posate. Questo permette anche un notevole risparmio per le casse pubbliche, perchè, come calcolato da Fare Verde , comprare kit usa e getta per 800 pasti al giorno serviti dalla mensa scolastica locale ha un costo tra i 3.200 e i 4.800 euro. Il progetto "mensa rifiuti zero", poi, permette di non buttare quotidiananmente decine e decine di kg di materiale in pattumiera.

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