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Clima: sarà più caldo del previsto e i pollini raddoppieranno

Uno studio su Science fa le pulci ai modelli climatici e scopre che calcolando correttamente l'umidità dei sub-tropici le stime più attendibili sono quelle più pessimiste. Nel frattempo gli allergologi avvertono: la quantità di pollini raddoppierà entro il 2040

Terra bollente (Credit: FABRICE COFFRINI/AFP/Getty Images)

Uno dei falsi argomenti più utilizzati dai clima-scettici per negare il riscaldamento globale causato dall'uomo è quello che gli scienziati non sono concordi sul climate change e i modelli da loro utilizzati sono largamente inaffidabili. Sappiamo invece che la stragrande maggioranza degli scienziati afferma che il cambiamento è in atto, che a causarlo sono le emissioni dovute all'uso di carburanti fossili e sono in grado di stimare di quanto si alzerà la temperatura nei prossimi 50 o 100 anni con quello che appare come un buon margine di approssimazione.

In realtà però si può fare di meglio, nel senso che la forbice fornita dalla media dei modelli climatici più utilizzati resta pur sempre un po' troppo ampia dal momento che per la fine di questo secolo l'aumento previsto va da 3 a 8 °F, cioè più o meno da 1,6 a 4,4 °C. Se si avverasse la previsione più pessimista ci troveremmo ad affrontare una serie di problemi di portata drammaticamente diversa da quelli pur seri con cui avremmo a che fare se si rivelasse azzeccato l'aumento più contenuto.

La buona notizia è che un team di scienziati dell'americano National Center for Atmospheric Research ha forse trovato il modo di ottenere stime più accurate con una più precisa valutazione dell'umidità relativa nelle zone tropicali e subtropicali. La cattiva notizia è che secondo i modelli così corretti la stima più probabile appare la più alta e non la più bassa.

"C'è una relazione impressionante tra quanto bene i modelli climatici riescano a simulare l'umidità relativa in alcune zone chiave e quanto riscaldamento mostrano in risposta a un aumento dell'anidride carbonica", spiega John Fasullo, uno degli autori dello studio pubblicato su Science. "Visto quanto sono fondamentali questi processi per la formazione di nuvole e per il clima globale nel suo complesso, le nostre conclusioni indicano che è probabile che il riscaldamento sarà sulla fascia alta delle attuali proiezioni".

In pratica tra i 16 modelli climatici principali attualmente utilizzati, ve ne sono alcuni che meglio di altri ritraggono il clima presente, con una descrizione accurata dell'umidità relativa della zona subtropicale. I modelli che più si avvicinano all'effettivo livello attuale di aridità di queste aree del pianeta, corrispondente a un'umidità compresa tra il 15 e il 25%, non al 30% o più come descritto in altri modelli, sono quelli che contengono le proiezioni più pessimistiche in termini di aumento delle temperature. Per quando si arriverà al raddoppio della concentrazione di anidride carbonica in atmosfera rispetto ai valori pre-industriali, cioè ben prima del 2100, stimano un aumento medio della temperatura globale pari o superiore a 7 °F, pari a circa 3,8 °C.

Di quello che potrà accadere in termini di fenomeni atmosferici estremi ce ne stiamo tutti facendo un'idea piuttosto chiara in questi giorni. Ma oltre a tifoni, alluvioni e inondazioni sarà bene tener d'occhio anche i pollini. Il cambiamento climatico ne farà infatti raddoppiare il numero entro il 2040, secondo uno studio appena presentato al Meeting annuale dell'American College of Allergy, Asthma and Immunology, in corso in questi giorni in California.

Responsabili di questo aumento vertiginoso sono sia l'aumento delle temperature sia i cambiamenti nelle precipitazioni. Le stime sono state fatte analizzando il comportamento di diverse piante allergeniche coltivate in speciali serre che riproducono le probabili condizioni climatiche future. Come conseguenza la stagione degli starnuti comincerà progressivamente sempre più presto e le persone allergiche faranno meglio a curare i sintomi per tempo, cioè anche prima che si presentino in funzione preventiva per limitarne la portata.

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