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La città più antica del mondo è in Bulgaria. O forse no

A Provadia, nella Bulgaria nord orientale, è stato individuato un insediamento risalente al 4200 a. C. Sarebbe la città più antica del Vecchio continente. Ma Andrea Cardarelli, ordinario di Preistoria e protostoria alla "Sapienza" avverte: "Potrebbero esserci insediamenti più antichi"

Parte degli scavi di Provadia, in Bulgaria nord orientale.

Il cuore più antico dell’Europa è a Provadia, nella Bulgaria nord orientale, non lontano dalle coste del Mar Nero. È lì, infatti, che, stando a recenti scoperte archeologiche, sorse tra il 4700 e il 4200 a. C. un insediamento grande, complesso ed efficiente: oggi di esso restano soltanto rovine, quelle che gli archeologi ritengono siano la testimonianza della più antica città mai venuta alla luce nel Vecchio continente. La certezza non c'è ancora “in quanto Provadia non ha quelle caratteristiche che normalmente si riscontrano nelle città, quindi potrebbero esserci insediamenti ancora più antichi”, dice a Panorama.it Andrea Cardarelli , professore ordinario di Preistoria e protostoria e di Protostoria europea all’Università di Roma “La Sapienza”. “Resta comunque un'importantissima scoperta archeologica che potrà contribuire moltissimo a comprendere il precoce e sviluppo dell'area del sud est europeo, che ebbe un ruolo fondamentale come area di collegamento fra il vicino e medio oriente e l'Europa”, aggiunge.

Un centro con 350 abitanti

Si tratterebbe di un centro che poteva ospitare fino a 350 abitanti e che, nell’epoca remotissima in cui fiorì, in virtù della propria posizione geografica, giocò un ruolo significativo nell’ambito degli scambi commerciali, costruendo su questo una grande ricchezza. “La Bulgaria nel V millennio a.C. è un'area piuttosto avanzata. Sono noti molti insediamenti con caratteristiche simili a quelli di Provadia, cioè collinette formatesi in seguito alla occupazione plurisecolare, e talvolta ultramillenaria dei siti, note fra gli archeologi con il nome di tell, ma anche necropoli importantissime come quella di Varna, dove ci sono tombe ricchissime con armi in rame e ornamenti in oro – spiega Cardarelli -. La ricchezza di questa area è in buona parte legata allo sfruttamento di materie prime, di cui il sale e il rame erano certamente le principali. Da quanto riesco a capire, Provadia fa parte di questo mondo: è certamente un insediamento importante dotato di mura e di edifici, ma probabilmente non è l'unico con tali caratteristiche”.

Iniziati nel 2005, gli scavi avevano prima portato alla luce una necropoli: da lì la campagna è proseguita fino a restituire agli archeologi i resti di una città che includeva edifici a due piani, strutture destinate ad usi rituali e cerimoniali e una serie di fossati che, con tutta probabilità, erano parte di un ponte o delle mure di difesa sorte per proteggere il centro, alte circa tre metri. Per la comunità che viveva raccolta tra quelle mura, l’intera economia ruotava attorno al sale: con esso si costruivano i mattoni che venivano utilizzati per le costruzioni e venduti, ma si conservavano anche gli alimenti deperibili come la carne.

Ma non è la città più antica

Non si deve immaginare una città come in Grecia (la civiltà greca inizierà 1.500 anni più tardi) o nell’antica Roma, avvertono gli archeologi, ma le sue caratteristiche la rendono estremamente interessante per comprendere gli sviluppi urbani. Altri insediamenti analoghi, ma meno importanti, sono stati trovati negli ultimi anni nel sud-est europeo, vicino a Tuzla in Bosnia Erzegovina e a Turda in Romania, e sempre legati alle risorse locali come le miniere di rame e oro nei Carpazi e nei Balcani. In particolare, Tuzla, il cui stesso nome deriverebbe dalla parola tuz, sale, ha restituito agli archeologi interessantissimi resti dei primi insediamenti, tra cui palafitte risalenti al neolitico.

La vicinanza ai centri di produzione di questa preziosa materia fu fonte di prosperità per l’intera regione nel corso della preistoria e, non a caso, a meno di 40 chilometri da Provadia, nel 1972 avvenne un altro straordinario ritrovamento nella necropoli di Varna. In quel luogo, studi, analisi e radiocarbonio verificarono che la necropoli risaliva ad un periodo di tempo compreso tra il 4600 e il 4200 a. C., facendo del tesoro di Varna il più antico dell’umanità mai rinvenuto: oggi sappiamo che, in quella stessa epoca, poco distante, fioriva una proto-città.

Ma allora perchè Provadia non può essere considerata la città più antica d'Europa?Una città non ha solo qualche centinaio di abitanti, ma in genere alcune migliaia, ed è necessario che vi sia una organizzazione sociale molto articolata, con un potere politico ben strutturato, una gerarchia sociale complessa, e una divisione del lavoro che prevede varie figure specializzate, oltre ad una architettura monumentale civile e religiosa – conclude Cardarelli -. Vi sono grandi villaggi in Vicino Oriente che già attorno all'VIII/ VII millennio a.C. avevano caratteristiche assai molto più avanzate rispetto a Provadia. Per esempio Çatal Hüyük in Turchia, per cui sono stati stimati oltre cinquemila abitanti, ma neanche per questo sito gli archeologi parlano di città, termine che invece va attribuito ai centri della Mesopotamia della fine del IV millennio. Ecco perchè Provadia non può essere considerata la più antica città del mondo e neanche d'Europa”.

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