X-37B, lo spazioplano che ci controlla dall'alto

Un velivolo americano vola ininterrotamente da 500 giorni. Un prodigio di tecnologia. Ma nessuno sa quale sia esattamente l suo scopo

Proprio in questo istante, forse sta passando, silenzioso ed invisibile, sopra le nostre teste, in orbita nell'atmosfera terrestre. All’insaputa della maggior parte di noi, vola lassù da oltre 500 giorni ininterrotti, battendo ogni record. Ma non si tratta di Ufo. È al contrario un oggetto volante ben identificato, ovvero l’ X-37B Orbital Space Vehicle. Di misterioso, però, c’è il suo reale scopo.
Costruito in California dalla Boeing, il velivolo sperimentale completamente robotizzato e privo di pilota- destinato a non entrare mai in produzione- è grande circa un quarto rispetto allo Space Shuttle Endeavour: è lungo quasi 9 metri per 3 metri di altezza e un’apertura alare di 4 metri e mezzo.  
Ufficialmente con questo prototipo l’USAF (l'aeronautica militare degli Stati Uniti), in collaborazione con il Dipartimento della Difesa e con la NASA, intende esplorare le possibili tecnologie dei veicoli spaziali riutilizzabili. L'X-37B dovrebbe poi servire a riparare i satelliti fuori uso. Ma secondo alcuni osservatori, sarebbe invece un’arma oppure uno strumento per raccogliere informazioni. Allora, cos’è veramente?

Per il direttore di GlobalSecurity.org, sembra sfuggire ad ogni logica. "Credo che fondamentalmente sia stato voluto solo per confondere i Cinesi", dice infatti John Pike al sito Phys.org. Insomma, un mezzo ipertecnologico per impressionare i concorrenti più lanciati nella corsa allo spazio e dimostrare la propria inavvicinabile superiorità. Ma per Secure World Foundation, un’organizzazione no-profit del Colorado, che ha pubblicato un rapporto sul velivolo, l’aereo spaziale più probabilmente è stato ideato per motivi di intelligence: insomma, per spiare inosservato.
Le caratteristiche di X-37B sono note. Orbita ad una distanza compresa tra 170 e 800 chilometri dalla superficie terrestre ad una velocità di crociera di 28 mila chilometri orari, alimentato dall'energia solare. Ha la possibilità di atterrare e allo scopo è ricoperto con uno scudo anticalore formato da speciali piastrelle, garantite dalla Boeing ancora più resistenti di quelle usate per lo Shuttle.

 

Prima o poi, dunque, rientrerà a terra. D’altra parte, lo ha già fatto. Il primo lancio risale infatti al 22 aprile del 2010, quando un Atlas V lo ha portato in cielo. L’atterraggio, il 3 dicembre dello stesso anno. Poi, nel dicembre 2012, un altro razzo lo ha messo di nuovo in orbita e da quel momento è ancora lì che gira. Un secondo velivolo dello stesso modello è stato lanciato nel maggio del 2011 ed è rientrato 13 mesi dopo alla base di Vandenberg.
Con l’X-37B, gli Stati Uniti si dimostrano la Nazione più avanzata dal punto di vista tecnologico al mondo. "Per continuare ad esserlo, dobbiamo seguire due strade: da un lato, fare cose che ci tengano davanti agli altri Paesi e dall’altro fare cose che li disorientino e li costringano a sprecare denaro", spiega Pike. Il programma è classificato- cioè coperto da segreto. Eppure, se ne sa fin troppo  di questo prototipo sperimentale.
 Infatti, la stessa Boeing ha diffuso le immagini dell’X-37B come ha fatto anche l’Air Force che nel suo sito elenca inoltre le possibili utilità dello spazioplano. Strano davvero, se si pensa che ci sono voluti anni, invece, perché il ricognitore superveloce della Lockheed, l’SR-71, noto anche come Blackbird, fosse declassificato dopo essere stato utilizzato nella guerra del Vietnam. Il diverso comportamento delle autorità governative, in questo caso, pone vari degli interrogativi.

È quello che pensa Steven Aftergood, analista-ricercatore presso la Federazione degli Scienziati Americani ed esperto in segreti. "È un vero enigma", dice. "Da un punto di vista generale, ci sono due motivi principali per mantenere segreto il programma: se la divulgazione agli avversari lo può far fallire o può ridurre la sua efficacia, oppure se rende possibile agli altri riprodurne la tecnologia".

Ciononostante, all’aereo robot dell’Air Force americana è stata data ampia pubblicità. Tranne che su un dettaglio: cosa stia facendo realmente.

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