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Uomo lupo: le voci dei presunti testimoni

Una giornalista ha raccolto in un volume i racconti di chi si sarebbe imbattuto in queste misteriosissime creature

Foto VALERY HACHE AFP

Non solo l'Uomo-scimmia . Ora un' altra figura leggendaria, descritta per secoli da tradizioni e miti, rivendica la propria credibilità. Si tratta dell'Uomo-Lupo: un essere dalla caratteristiche simili a quelle di un canide, ma in grado di muoversi sulle sole zampe posteriori. E la saga di Twilight e i  lupi mannari resi famosi da Hollywood stavolta non c'entrano...

Nel libro Real Wolfmen: True Encounters in Modern America ("Veri Uomini-Lupo: reali incontri  nell'America Moderna"), la giornalista Linda Godfrey sostiene una tesi ritenuta inaccettabile dal mondo scientifico, ovvero l'esistenza, ai giorni nostri, di queste creature. E lo fa attraverso decine di racconti di presunti testimoni che si sarebbero imbattuti in bestie coperte di peli e dall'andatura eretta.

"Negli anni ho ricevuto centinaia di segnalazioni a proposito- dice l'autrice- e probabilmente sono solo una piccola percentuale dei reali avvistamenti avvenuti. Molte persone negano di aver visto quello che hanno visto, perchè mette in discussione il loro mondo."

Il suo contatto con questo incredibile fenomeno risale al 1991, quando la Godfrey era reporter in una cittadina del Winsconsin, Elkhorn. A quei tempi, incominciò ad interessarsi ad una serie avvistamenti che avevano come oggetto uno strano animale selvatico, ribattezzato "La bestia di Bray Rood". Si diceva che fosse alto 6 piedi (circa  1 metro e 80) ricoperto da una folta pelliccia, dall'aspetto simile ad un lupo eppure camminava su due zampe.

La donna realizzò anche uno schizzo sulla base dei racconti dei vari testimoni oculari. "Non c'è alcun motivo scientifico per il quale un canide selvatico dovrebbe camminare eretto, lo so, e non c'è nessun esperto che affermi che ciò possa accadere. Ma accade", dice sicura, nonostante i falsi clamorosi con i quali ha dovuto fare i conti. Il più famoso, un video simil-artigianale nel quale il cineamatore veniva aggredito da una feroce sagoma oscura. Ma il "Michigan Dog-Man" era solo una bufala.

Nello stesso modo, alcune segnalazioni, fatte in buona fede, si sono poi rivelate prive di fondamento: si trattava di normali lupi a quattro zampe oppure di orsi, che spesso si rizzano sulle due posteriori. In altri casi, addirittura, dei testimoni hanno scambiato per animali degli esseri umani particolarmente pelosi, affetti da quella rara malattia che è la ipertricosi.

Ma la Godfrey è convinta che -scartati tutti questi casi spiegabili- ne rimangano decine assolutamente misteriosi, per i quali bisogna contemplare l'esistenza di queste strane creature. Niente a che vedere, però, con la leggenda dei lupi mannari, trasformati in belve da una sorta di incantesimo e costretti ad una natura ferina in concomitanza con la luna piena. "La maggior parte di coloro che si trovano a tu per tu con queste creature non li descrivono come esseri dalle caratteristiche umane, ma dicono solo che hanno un comportamento anomalo che ricorda gli umani", spiega.

Ma perché, allora, questi animali dalla postura insolita non sono mai stati individuati dai ricercatori? "Sono molto abili. Se dovessi avvistarli quando si muovono sulle quattro zampe, penseresti che si tratta solo di un lupo un po' fuori misura." Per questo la Godfrey propone di ricorrere all'uso di telecamere ad infrarossi, posizionate nei punti più caldi, quelle a maggior tasso di segnalazioni, in modo di trovare la prova definitiva di quello che lei sostiene da 20 anni.

Una ricerca che gli scienziati ritengono assolutamente inutile. "L'idea dell'uomo-lupo è un prodotto della nostra immaginazione che nasce da migliaia di anni di paura nei confronti di questi animali", sostiene il professor Rolf Peterson, che per decenni ha studiato i lupi nel Parco nazionale "Isle Royale", nel Lago Superiore. "Non c'è nulla là fuori che assomigli ad un uomo-lupo: è solo nella nostra testa."

Proprio a lui Linda Godfrey si è rivolta durante le sue indagini e ha ottenuto questa secca risposta: non esistono creature del genere, se non nella fantasia. Le ragioni sono molte. "La paura per i lupi nasce da una motivazione molto seria: sono la specie animale che nel corso della storia ci ha prodotto più danni- a parte noi stessi." Non solo per le razzie di bestiame, ma anche per la diffusione di una malattia quasi sempre mortale: la rabbia.

Era molto diffusa in Europa nei secoli scorsi, specie a partire dal XVI secolo. Poteva capitare di vedere una persona morsa da un animale contagiato- un cane randagio o per l'appunto un lupo- e assistere in pochi alla sua trasformazione in un individuo con la schiuma alla bocca, dai movimenti incontrollabili, dall'atteggiamento  aggressivo. Era ovvio, a quei tempi, credere che quell'uomo fosse diventato, a sua volta, una specie di animale selvatico.

Un altro buon motivo per temere i lupi è la loro attitudine alla caccia, nella quale rientrano come prede anche gli esseri umani. In passato, non erano rari i casi di piccoli pastorelli, mandati al pascolo all'alba con il gregge di pecore, e mai più tornati: i lupi non facevano distinzione tra agnelli e bambini. Episodi drammatici che si ripetono anche ai giorni nostri, nelle aree rurali più povere del mondo.

C'è ovviamente anche il rovescio della medaglia. Perché proprio da un lupo minaccioso l'uomo ha creato il suo amico più fidato: il cane. Una storia iniziata almeno 11 mila anni fa e che continua tuttora. Non c 'è dunque da stupirsi, sostiene Peterson, che questo complesso rapporto di amore-odio che unisce da millennio l'uomo e il lupo abbia creato in diverse culture antiche vari archetipi: dallo Skinwalker dei nativi americani ( lo stregone in grado di trasformarsi in qualsiasi animale) al "mutaforma" Jacob di Twilight fino ai più tradizionali lupi mannari. Inclusi  gli Uomini-lupo.

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