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Spazio

"Inchiesta Ufo": parlano i piloti, i militari, i teologi

Nel libro viene esaminato il fenomeno (da decenni studiato da molti Governi) sulla base di documenti ufficiali e testimonianze autorevoli

Luci misteriose che si muovono nei nostri cieli. Oggetti Volanti Non Identificati dal comportamento insolito che suscitano curiosità, stupore, paura. E tanta incredulità. Sono solo illusioni, fantasie, scherzi, errori, travisamenti? Spesso sì, ma non sempre. In qualche caso, il fenomeno è tutt’altro che allucinatorio, anzi, ha un’inspiegabile concretezza. Lo riconosce anche l’Aeronautica Militare, che tra i suoi compiti ha proprio quello di verificare gli avvistamenti denunciati nelle caserme dei Carabinieri in tutta Italia.

“All’arrivo di una segnalazione noi la estendiamo alle unità dell’Aeronautica Militare che trattano aspetti attinenti ai fenomeni meteorologici, al controllo del traffico aereo e alla sorveglianza dello spazio aereo per poter individuare un elemento noto da associare alla segnalazione”, mi ha spiegato infatti il colonnello Arturo Cattel, comandante del 1° ufficio sicurezza del Reparto Generale Sicurezza dello SMA quando lo ho intervistato lo scorso settembre a Milano.  “Nel caso in cui questo avvenga, verifichiamo anche se ci sia stato un impatto sulla sicurezza  dello spazio aereo, altrimenti lo cataloghiamo come oggetto volante non identificato, lo poniamo in archivio e i dati statistici sono pubblicati sul sito dell’Aeronautica Militare.”

In circa 40 anni, con la dicitura OVNI sono stati classificati 445 avvistamenti. Tutti episodi reali- in qualche caso, sono stati coinvolti mezzi e personale dell’esercito- e con un’altra rassicurante caratteristica: la mancanza di rischi evidenti.  “Dall’archivio di cui siamo in possesso – e risale al 1972- non abbiamo eventi di pericolo segnalati. Abbiamo alcuni eventi che sono stati correlati a fenomeni atmosferici e altri catalogati oggetti volanti non identificati, ma mai abbiamo rilevato impatti sulla sicurezza dello spazio aereo. Quindi possiamo dire di  sì, non sono pericolosi.”

 Identiche conclusioni alle quali sono arrivati, nel corso degli anni, molti altri esperti chiamati dai vari Governi a studiare questo fenomeno che ancora non ha una spiegazione ufficiale. Gli ultimi a dichiararlo pubblicamente sono stati i componenti del CEFAA, il comitato che studia i fenomeni aerei anomali in Cile e che raccoglie le segnalazioni che provengono dalle compagnie che volano nei limpidi cieli del Paese sudamericano, ma anche dai cittadini. A capo del gruppo di ricerca (formato da militari, ingegneri, fisici, biologi, chimici) c’è l’ex generale dell’Aeronautica cilena Ricardo Bermudez  che in un’intervista esclusiva, pubblicata nel libro “Inchiesta UFO- Quello che i Governi non dicono” (Mursia)  tra le altre cose ha affermato:

«Il fenomeno di cui stiamo parlando è sicuramente vero. Non sappiamo da dove questi oggetti vengano o quale sia il loro obiettivo. Ecco perché pensiamo che valga la pena di indagare. Crediamo che sia un fenomeno che accada in tutto il mondo e che dovrebbe essere apertamente studiato ovunque (…) Vorremmo vedere istituite più agenzie governative ufficiali, al fine di spingere la comunità scientifica internazionale a uno sforzo comune per cercare di trovare delle risposte concrete al fenomeno (…)  Come pilota di combattimento non ho mai avuto la possibilità di vedere di persona un UFO. Comunque, ho piena fiducia nei miei colleghi piloti che hanno avuto queste esperienze e credo nelle loro testimonianze.”

Sono dunque proprio loro- i piloti di voli commerciali e di caccia militari- tra i testimoni più autorevoli e credibili quando si parla di avvistamenti UFO. Perché  si tratta di personale altamente qualificato, addestrato a mantenere i nervi saldi in ogni situazione e a reagire tempestivamente: quando si vola- magari  oltre la velocità del suono - non c’è tempo da perdere se si avvista un oggetto in  potenziale rotta di collisione. E di vicende del genere, la casistica ufologica raccolta in vari Paesi del mondo è molto ricca.  Si tratta di errori di valutazione? Può un pilota confondere un meteorite, una stella luminosa o un velivolo per qualcosa di sconosciuto? La logica direbbe di no.

E lo dice anche il colonnello  Cattel. “Innanzitutto gli equipaggi di volo sono ben addestrati e quindi capaci di discriminare nello spazio altri velivoli. Di certo possiamo dire che quando si è verificato questo caso, non siamo riusciti a correlare con eventi noti ed ecco perché poi sono rimasti catalogati oggetti volanti non identificati.”  Dunque, perdono peso le spiegazioni normalmente utilizzate dagli scettici per giustificare gli episodi di scramble- ovvero, di intercettazione tra caccia e UFO:  gente esperta e competente, preparata a lungo prima di pilotare un aereo, sa distinguere il pianeta Venere o un bolide o un drone da qualcos’altro…

Affermazioni in linea con le testimonianze che troverete nel libro che ho scritto insieme a Pablo Ayo, il già citato “Inchiesta UFO”, fresco fresco di stampa. Il libro si propone di presentare il fenomeno  attraverso le testimonianze più autorevoli e i principali documenti -ufficiali ed ufficiosi- finora emersi. Perché contrariamente a quanto si pensa, la questione è stata (ed è) di notevole interesse per i Governi di tutto il mondo che hanno utilizzato risorse umane, denaro, tempo ed impegno per indagare sugli Oggetti Volanti Non Identificati. Con risultati non sempre resi noti. Anzi, in alcuni casi i dossier relativi ad alcuni avvistamenti vengono ancora negati oppure sono rilasciati con omissis e censure, adducendo come giustificazione motivi di sicurezza nazionale.

“Gli  X-File che troverete nel libro sono quasi tutti corroborati da testimonianze – spesso multiple – di persone altamente qualificate, perfettamente in grado di distinguere la differenza tra un aeromobile convenzionale, un fenomeno meteo e un oggetto non identificato. Abbiamo poi dato maggior risalto ai casi che sono stati riportati in documenti ufficiali governativi o che sono stati argomento di indagini e di rapporti delle Forze dell’Ordine, dell’Aeronautica o dai Servizi di Intelligence”, afferma Pablo Ayo, nome noto della ricerca ufologica.

 Non solo piloti, ovviamente. Perché oltre alle interviste a Jean-Gabriel Greslè, Massimo Poggi e Marco Guarisco,  che hanno incrociato strani velivoli ai comandi dei loro aerei, e le storie degli avvistamenti più celebri, nel libro scoprirete anche le testimonianze di tanti astronauti che nello spazio si sono imbattuti in fenomeni per loro non spiegabili o che sono venuti a conoscenza, per la loro posizione privilegiata, di rivelazioni sorprendenti. È il caso ad esempio di Edgar Mitchell, protagonista della missione Apollo 14 e convinto, convintissimo, che a Roswell nel ’47 sia precipitato un disco volante. E lo racconta in prima persona.

Il libro prende poi in esame il mondo della politica, della scienza e della religione con altre testimonianze interessanti ed esclusive, come quella a Padre Andreas Resch, per molti anni docente di Paranormologia alla Pontificia Accademia Alfonsiana di Roma (tra le materie di insegnamento, anche gli UFO), una cattedra  senza precedenti al mondo. E poi, conoscerete le opinioni della giornalista investigativa Linda Moulton-Howe, dell’attivista politico Stephen Bassett, dell’esperto di storia delle religioni Mauro Biglino, solo per citarne alcuni.

 “Un testo documentato, con fonti controllate”, dice Pablo Ayo. “Uno studio, spero, completo che prende in esame le varie sfaccettature del problema UFO, con un obiettivo ambizioso: scrivere un libro dal taglio serio e giornalistico, quasi un testo di riferimento non solo per gli appassionati del genere, ma anche per chi è semplicemente curioso e ne vuole sapere di più. “

 “Inchiesta UFO- Quello che i Governi non dicono” cerca di ricomporre le tessere del puzzle ancora scombinate, per disporre in un quadro ordinato i dati spesso contrastanti e trovare una chiave di interpretazione  in quella massa di informazioni caotiche. Con un punto fermo: “Dire UFO non vuol dire per forza astronave o disco volante, anche se nel linguaggio popolare spesso i due concetti si sovrappongono. Nel libro analizziamo il fenomeno da vari punti di vista e nei suoi diversi ambiti, così come prendiamo in esame tutte le potenziali spiegazioni, inclusa ovviamente quella extraterrestre”, chiosa Ayo.

D’altra parte, non la esclude neppure il colonnello Cattel.  Quando glielo ho domandato, la sua risposta è stata:  “Ammetto di poter potenzialmente credere che ci possa essere un’altra realtà, ma di fatto non ho evidenza, quindi nell’ambito delle mie competenze credo che potrebbero essere fenomeni che noi non conosciamo e che conosceremo magari un giorno con un approfondimento scientifico ulteriore. Ma sono possibilista, certo, perché no? È una delle ipotesi che potremmo avanzare.”

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