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Spazio

I Crop Circle sono tornati

Come ogni estate, ecco i Cerchi nel grano, immensi disegni geometrici impressi sui campi. Opera umana o aliena?

Puntuali come orologi svizzeri: i Crop Circle sono tornati. Ogni estate, quando i campi di cereali si riempiono di spighe, ecco comparire questi enormi ricami che da decenni ormai suscitano curiosità e perplessità, entusiasmo e scetticismo. Disegni a volte elementari, più spesso elaboratissimi, in ogni caso sicuramente intriganti.

A luglio, uno di questi enormi pittogrammi è apparso a poca distanza da un altro cerchio che catalizza l’attenzione, quello in pietra di Stonehenge, nel Wiltshire. In linea d’aria, poche centinaia di metri separavano le due attrazioni. Non è una novità: praticamente tutte le estati, i campi prossimi al famoso monumento megalitico inglese vengono abbelliti da autori ignoti. Il cerchio nel grano del luglio 2016 rappresenta una stella a sette punte sopra uno spicchio di luna circondata da due circonferenze traforate.

Le immagini e la relativa complicata spiegazione astronomica campeggiano su CropCircleConnector.com, il sito che raccoglie le segnalazioni, le informazioni e le foto dei cerchi del grano comparsi in ogni parte del mondo: sono centinaia ogni anno e alcuni sono spettacolari. Anche ad agosto ne sono spuntati di bellissimi. Come ad esempio ad Ansty, vicino a Salisbury: qui si è palesato un crop con un diametro di cento metri e un intricato decoro che mescola simboli esoterici, foglie e pittogrammi misteriosi. Davvero fantastico.

Il sito inglese costituisce un archivio completo su questo fenomeno che divide drasticamente il pubblico tra convinti sostenitori dell’origine extra-umana di questi disegni e quanti invece sono invece certi della loro origine stra-umana. D’altra parte, bastano corde e tavole di legno per creare un cerchio perfetto tra l’erba schiacciata, come video ormai d’epoca e dimostrazioni più recenti hanno ampiamente provato. E la fantasia dei crop circle makers, negli anni, è cresciuta di pari passo alla loro abilità. Eppure, nonostante l’evidenza che questi straordinari disegni possano essere opera di mani umane, il mistero che li circonda resiste.

Proprio quell’ alone enigmatico che li avvolge spinge migliaia di curiosi, ogni anno, a percorrere remoti sentieri di campagna per ammirare da vicino quelle spighe ritorte.  Molti di loro assicurano di aver registrato anomalie magnetiche e di aver percepito strane sensazioni, seduti tra quelle forme geometriche impresse nel terreno. Solo frutto dell’ immaginazione o c’è qualcosa di concreto?

La scienza liquida tutto come semplice suggestione ed interpreta i crop circle come meri esempi di land art- dunque solo una manifestazione artistica. Ma c'è un’eccezione, una voce fuori dal coro che invece sostiene pubblicamente la natura aliena del fenomeno. Si tratta dell’astrofisico bulgaro Lachezar Filipov. Per sua stessa ammissione, però, dopo anni di studi, ha cambiato idea. Non sulla loro provenienza, ma sul loro scopo.

“Non studio più i crop circle, perché mi sono reso conto che non sono destinati a noi”, mi ha detto quando l’ho incontrato durante l’ultimo Simposio organizzato dal Centro Ufologico Nazionale a San Marino. A sorpresa, ha poi aggiunto:“Ora penso che li usino per comunicare tra di loro.” Loro- sottinteso- sono gli Extraterrestri, che secondo Filipov sarebbero in mezzo a noi da secoli, se non da millenni.

 “Perché questa è la situazione: un uomo è alto al massimo due metri e se si guarda un crop cicle da questo punto di vista si vede solo dell’erba spezzata, non è possibile comprendere l’intero disegno. E questo perché la configurazione è molto ampia, anche 100 o 200 metri, ed dunque è rivolto solo a chi può volare.” Proprio come farebbero i mezzi di queste civiltà di altri mondi già arrivate sul nostro pianeta.

 “La via più semplice per tenersi in contatto tra di loro è utilizzare dei simboli. Anche il primo alfabeto della civiltà umana fu basato su simboli,  come i geroglifici, i pittogrammi dei Maya o il cuneiforme usato dai Sumeri”, ha continuato il professore. “Ho iniziato 10 anni fa a tentare di spiegare i cerchi nel grano, ma poi ho capito che tale informazione non è destinata a noi. Forse solo in un caso è stata connessa all'Umanità, mi riferisco alle immagini apparse a Chilbolton nel 2001 e 2002.”

Filipov parla dei cerchi nel grano comparsi vicino ad un osservatorio astronomico sul suolo britannico. Il primo, nel 2001, mostrava un volto quasi umano piuttosto inquietante e una riproduzione quasi identica del messaggio in codice binario spedito nel cosmo dal radiotelescopio di Arecibo, a Portorico, 27 anni prima. Noi avevamo inviato una rappresentazione stilizzata dell’Uomo, del nostro DNA e del nostro sistema solare. Il crop circle li mostrava in chiave aliena. Nel 2002, invece, apparve l’immagine di un classico grigio.

Nulla prova che questi disegni siano stati realizzati da entità non umane, anzi, gli scienziati del SETI hanno parlato apertamente di bufale realizzate da simpatici burloni. L’astrofisico bulgaro, al contrario, crede che si tratti di reali risposte provenienti dallo spazio. A convincerlo sono le caratteristiche che a suo dire manifestano i cerchi nel grano autentici.

“Ancora non capiamo come vengano fatti perché il campo elettromagnetico non è come il nostro, è diverso, e le piante sono piegate in modo particolare. Inoltre creano questi cerchi solo nell’erba, nella sabbia o nella neve, mai però dove ci sono dei sistemi viventi come animali o persone, perché forse queste radiazioni che utilizzano sono molto pericolose. Ed è per questo che nessuno è mai stato presente nel momento esatto in cui un crop circle viene realizzato.”

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