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Spazio

Gli extraterrestri e il consigliere di Obama

"Il mio più grande fallimento è non aver assicurato la divulgazione dei documenti sugli Ufo", ha tweettato il dimissionario John Podesta prima di lasciare la Casa Bianca

Un politico  può provare rimpianti e rimorsi. Soprattutto chi ha ricoperto ruoli importanti e responsabilità di primo piano, a fine mandato inevitabilmente avrà delle scuse da presentare - per una legge bocciata, una iniziativa respinta, una riforma rimasta sulla carta. Qualcosa di cui pentirsi ce l’ha anche John Podesta, potente consigliere uscente di Barack Obama. Ma stupisce- e non poco- ciò di cui si rammarica pubblicamente.

“Il mio più grande fallimento del 2014: ancora una volta, non aver assicurato la divulgazione dei documenti sugli UFO”, ha scritto in un tweet pochi giorni fa, lasciando ufficialmente il suo incarico alla Casa Bianca dopo mesi molto intensi. È questo dunque il suo cruccio peggiore: non aver saputo o potuto rivelare la verità sugli oggetti volanti non identificati. Uno scherzo? Possibile, visto che nella classifica dei momenti più difficili e di quelli più esaltanti  vissuti al fianco di Obama ha anche indicato la sconfitta subita in una gara podistica, battuto da un collega più giovane di 20 anni.

O forse non scherzava. Chi conosce la storia di Podesta, sa quanto la questione aliena lo affascini, già dai tempi in cui Bill Clinton lo scelse come Capo di Gabinetto nel 1998- epoca nella quale l’allora inquilino della Casa Bianca aveva tentato  in tutti modi di conoscere la verità sul caso Roswell. Quando alla fine del 2013 è stato richiamato da Obama, l’Huffington Post ha ironicamente previsto che la biblioteca presidenziale sarebbe stata nuovamente inondata di richieste di informazioni contenenti le parole chiave “X-file e/o Area 51”, in mail indirizzate da e per John Podesta.

Laureato in Legge, docente di Giurisprudenza, padre di tre figli, il 66enne ex consigliere politico è stimato ed apprezzato per la sua serietà e competenza. Eppure, nel 2002, durante una conferenza organizzata sul tema UFO dalla “Coalizione per la Libertà di Informazione” non aveva esitato ad affermare: “È giunto il momento di scoprire quale sia la verità che si nasconde davvero là fuori.” Un concetto ripreso nel tweet del 13 febbraio, nel quale ha scritto come hashtag #thetruthisstilloutthere ( la verità è ancora là fuori).

Non solo. Nel corso della conferenza aveva spiegato il perché di quella sua convinzione: “Dobbiamo farlo, francamente, perchè il popolo americano è in grado di affrontare la verità”. Nel 2010, poi, ha scritto la prefazione per un libro considerato una pietra miliare nella ricerca ufologica, ovvero “UFOs: Generals, Pilots and Government Officials Go On the Record”, della giornalista investigativa Leslie Kean, che ha raccolto le testimonianze di alti ufficiali delle Forze Armate, di piloti e di funzionari governativi.

Insomma, quando Podestà ha messo in cima alla lista dei momenti memorabili del 2014 la mancata apertura dei file sugli UFO probabilmente era più serio di quanto non sembri. Ma al nostro professore resta ancora una chance: i bene informati garantiscono che nel 2016 curerà la campagna presidenziale per Hillary Clinton, un’altra fan (proprio come il marito Bill) della questione aliena. Se sarà eletta, potrebbe essere la volta buona anche per John e per milioni di Americani che credono nell'esistenza degli Extraterrestri.



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