21 dicembre 2012: il conto alla rovescia è iniziato

Mancano pochi giorni alla data della presunta fine del mondo: non succederà nulla, ma il villaggio globale ingigantisce il panico

Il conto alla rovescia è partito. Ormai mancano pochi giorni al 21 dicembre 2012- un giorno come tanti che si è caricato di aspettative, timori, speranze ed angosce. Più di quanto si potesse immaginare. Uscita dai ristretti ambiti New Age e dai forum ufologici per sbarcare su riviste e talk show,  ora non si parla che di questa data, ovunque, in ogni parte del mondo. Perché proprio del mondo e della sua fine imminente tratta la profezia legata al 21-12-2012 .

I giornali riferiscono di scene di isteria collettiva verificatesi in Russia. In molti villaggi della Siberia, la  gente in preda al panico ha fatto incetta di fiammiferi, kerosene e candele- come se l'Apocalisse facesse meno paura, in una casa calda e illuminata. E mentre la folla si assiepava nei supermercati a caccia di cibo a lunga conservazione, il Ministro della Protezione Civile russa ha emanato un comunicato ufficiale nel tentativo di rassicurare l'opinione pubblica.

Situazioni molto simili avvengono anche in Cina. A Shanghai la polizia ha messo un annuncio sul web: "La fine del mondo è una diceria, non credeteci e non fatevi prendere in giro".  Nella provincia del Sichuan, però,  sono rapidamente andate a ruba le candele dai negozi. "All'inizio non capivo perchè me ne chiedessero così tante, poi ho sentito dire che ci sarà buio per tre giorni di seguito quando arriverà la fine del mondo", ha spiegato ai giornali locali un commerciante.  A diffondere la notizia allarmante, Sina Weibo (la versione cinese di Twitter) che ha incrociato la profezia maya con l'Apocalisse biblica, diffondendo il terrore.

Negli Stati Uniti, dove da anni si sono organizzati gruppi di "Prepper" - quelli preparati a tutto e dotati di bunker a prova di catastrofe- un costruttore di rifugi sotterranei ad alta tecnologia  ha visto lievitare i suoi affari. "Ne vendevo uno al mese, adesso la media è di uno al giorno- ha detto il signor Ron Hubbard alla stampa. Aggiungendo di aver avuto tra i suoi clienti persino degli astrofisici. "Io non so che pensare, ma quando degli scienziati vengono da me e mi dicono di star pronto a tempeste solari, radiazioni ed impulsi elettromagnetici... Nel dubbio, me ne starò al sicuro sottoterra dal 19 fino il 23 dicembre, giusto nel caso che qualcuno non abbia ragione."

A tranquillizzare la popolazione allarmata ci ha provato la Nasa . Sul suo sito in pochi giorni sono arrivate 5 mila mail di persone spaventate che chiedono notizie sul ritorno di Nibiru, il mitico pianeta errante, o su una possibile cometa killer in arrivo: gli scienziati stanno cercando di convincerle che l'allineamento del nostro sistema solare con il centro della galassia (che coincide proprio con la data fatidica) non provocherà alcun disastro e che non ci sono corpi spaziali in avvicinamento. Ma si teme che nei giorni precedenti il 21 dicembre ci possa essere un'impennata nel numero dei suicidi.  Tanto che l'astronomo David Morrison è sbottato: "Diffondere simili voci terrorizzanti sul web è da criminali."

In Francia invece si prevede un assembramento senza precedenti ai piedi del Pic de Bugarach , il "monte sacro"  che secondo le leggende non verrà toccato dalla fine del mondo. Secondo i "credenti", da questo angolo dell'Aude si leveranno le astronavi che porteranno in salvo un piccola parte prescelta dell'umanità.  Le autorità stanno pianificando di bloccare l'accesso al luogo, per evitare disordini. Chi troverà le strade sbarrate, potrà deviare verso il confine italiano, ad Angrogna, paesino piemontese che rivendica lo stesso diritto all'eternità.

Insomma,  ben lungi dall'essere la fissazione solo di qualche sparuto gruppo di catastrofisti, il 21 dicembre 2012 si sta rivelando catalizzatore di paure  diffuse che non fanno distinzione di latitudine o di nazionalità. Ci siamo già passati-  pensiamo solo al "mille e non più mille" che ossessionava i cristiani del X secolo- ma adesso nel mondo globale, in cui una parola scritta o detta a Katmandu viene letta o sentita nel Belize, tutto è amplificato, ingigantito, esasperato. Panico compreso.

Eppure tutto si basa sull'interpretazione di una profezia maya che profezia non è. La data è infatti  legata al cosiddetto "Lungo computo", un calendario che calcola il tempo dividendolo in baktun, ognuno dei quali dura 144mila giorni. Ogni 13 baktun- ovvero, circa 5128 anni- il ciclo termina.  E visto che la data di partenza dell'epoca dei Maya (la stessa nella quale ancora viviamo noi) corrisponde all' 11 agosto 3114 a.C. , la fine, 1.872.000 giorni dopo, ci porta - nel calendario gregoriano- al 21 dicembre 2012.

E cosa accade quando si chiude un ciclo? Ce lo spiega il Popol Vuh (uno dei rarissimi testi della cultura maya sopravvissuto alla distruzione dei Conquistadores) nel quale vengono elencati i "soli" - e le relative umanità- che si sono susseguiti finora sulla Terra. Ognuno è terminato in modo drammatico, con cataclismi e distruzioni che hanno segnato la fine di un periodo ma anche l'inizio del successivo, nel quale la vita si è comunque conservata, pur trasformandosi.  Quindi, nella peggiore delle ipotesi, il 21 dicembre segnerà solo un passaggio da questa ad un'altra era. Sempre, ovviamente, a voler credere che la visione ciclica del tempo e il corpus mitologico di questa antica civiltà abbiano un qualche fondamento.

Certo, fanno impressione le stupefacenti nozioni astronomiche possedute da questo popolo. Non conoscevano l'uso della ruota, eppure erano in grado di calcolare alla perfezione i movimenti nel cielo della Luna e di Venere e anche di prevedere con precisione impressionante le eclissi. Come quella solare, avvenuta l'11 agosto del 1991 in Messico ed annunciata al secondo nelle pagine del Codice di Dresda, risalente a molti secoli prima. Ecco perché la profezia spaventa tanto.

Ma sono proprio gli eredi dei Maya, i discendenti di quanti scamparono al massacro spagnolo, i primi a non credere nella fine del mondo. Pedro Celestino Yac Noj, un anziano indio custode delle antiche tradizioni, lo ha detto chiaramente: "Il 21 dicembre renderemo grazie con un rito e il 22 saluteremo il nuovo ciclo, la nuova alba."  In termini molto meno romantici e decisamente più sarcastici, si è espresso in questo senso anche Roberto Pinotti, decano della ricerca ufologica italiana: "Ho una brutta notizia: il 21 dicembre 2012 il mondo non finirà. Ci sarà anche il 2013, il 2014, il 2015... Purtroppo!"

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