Scienza

Ecco perché Bolt non può battere il suo record

Secondo uno studio della Stanford University è impossibile che il campione giamaicano ripeta l’exploit del 2008: il limite umano sui 100 metri è di 9,48 secondi

Usain Bolt a Pechino nel 2008 – Credits: GETTY IMAGES

Il mondo è rimasto a guardare incredulo quando, nella finale dei 100 metri delle Olimpiadi di Bejing nel 2008, Usain Bolt ha distrutto con una facilità disarmante il record mondiale, abbassandolo di ben 0,11 secondi: un’eternità in questa disciplina.

Anche se all’apparenza il velocista giamaicano avrebbe potuto andare ancora più veloce, secondo uno studio pubblicato da Mark Denny del Denny Biomechanics Lab della Stanford University in California, è impossibile che a questa edizione delle Olimpiadi Bolt ripeta l’exploit del 2008 perché il limite massimo di velocità per un essere umano non potrà mai superare i 10,55 Km/h, che, sui 100 metri piani, equivale a un tempo di 9,48 secondi.

Se Bolt eguagliasse il limite estremo fissato dalla scienza, potrebbe al massimo migliorarsi di 0,10 secondi, rispetto al suo record di 9,58 secondi.

Il professor Denny aveva pubblicato i risultati delle sue ricerche in un articolo dell’ottobre 2008 - poco dopo l’impresa di Bolt – in cui, attraverso complessi calcoli biomeccanici, arrivava a determinare le velocità massime di diverse specie, tra cui, appunto, gli esseri umani.

Riuscirà Bolt nell’impresa di battere non solo il record del mondo ma anche i limiti umani fissati dalla scienza? Per scoprirlo dovrete seguire la finale dei 100 metri che si terrà al nuovo Stadio Olimpico di Londra il prossimo 5 agosto alle 21.50.

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