Scienza

Ecco il laser più potente mai realizzato

Il raggio da 500 terawatt ha una potenza pari a 1.000 volte il fabbisogno energetico statunitense e ricrea livelli di energia che si possono paragonare solo a quelli all'interno delle stelle

Il raggio laser più potente del mondo

I preamplificatori del NIF servono per incrementare l’energia dei raggi laser di un fattore di 4 milioni di miliardi. – Credits: Credits: Damien Jemison/LLNL

La costruzione della prima centrale elettrica a fusione è oggi un po’ più vicina, dopo che gli scienziati del Lawrence Livermore National Lab in California (quello in cui gli USA hanno sviluppato le bombe all’Idrogeno) hanno utilizzato il laboratorio NIF (National Ignition Facility) per sparare il raggio laser più potente mai realizzato, raggiungendo un’energia di 500 terawatt, cioè pari a 1.000 volte l’intero consumo energetico degli Stati Uniti in ogni dato istante.

Per raggiungere questa potenza record, sono stati concentrati 192 raggi laser che, seguendo un percorso di 1.500 metri, hanno visto la loro energia crescere di un fattore di 4 milioni di miliardi (da un miliardesimo di joule a 4 milioni di joules), prima di raggiungere un’enorme stanza sferica dove, attraverso un sistema di specchi, sono stati concentrati su un obiettivo con diametro di 2 millimetri, che hanno colpito a intervalli di pochi trilionesimi di secondo l’uno dall’altro: un po’ come segnare un gol tirando da un rigore da 500 chilometri.

Il sistema realizzato dagli scienziati del NIF servirà in futuro per avviare una reazione di fusione nucleare in grado di autosostentarsi producendo più energia di quella che consuma. Se ci riusciranno, entro il 2020 verranno avviati i lavori per realizzare LIFE (Laser Inertial Fusion Energy), la prima centrale elettrica commerciale a fusione, che permetterà di produrre quantità illimitate di energia senza scorie radioattive.

“Raggiungere questo livello energetico ha permesso al NIF di ricreare le condizioni che si verificano solo in profondità all’interno delle stelle”, ha spiegato Richard Petrasso, senior research scientist e capo della divisione fisica ad alta energia e densità del Massachusetts Institute of Technology.

“Questo risultato”, ha aggiunto Raymond Jeanloz, professore di astronomia e scienze planetarie della University of California a Berkeley,  “ci apre nuove, incredibili opportunità di studio nel campo dei materiali sottoposti a condizioni estreme”.

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