Scienza

Ecco il collirio di duemila anni fa

Ritrovate sei pasticche che, secondo i ricercatori, erano usate per impacchi agli occhi. Le stesse descritte nei testi di Plinio il Vecchio

Ansa

Sei "pasticche" che possono essere datate 2 mila anni fa, sono state scoperte nel Relitto del Pozzino, al largo delle coste toscane. Servivano per curare gli occhi, come un collirio. Lo dimostra l'analisi, coordinata da Erika Ribechini dell'università di Pisa e pubblicata sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas ), che ha svelato la composizione delle antichissime pasticche piatte, a forma di disco e di colore grigio.

''Le pasticche erano impilate una sull'altra all'interno di un contenitore cilindrico di stagno completamente sigillato, che ha resistito ad ogni contaminazione'', ha spiegato all'Ansa  Erika Ribechini. I ricercatori hanno scoperto che gli ingredienti più abbondanti delle compresse, dal diametro di circa quattro centimetri e spesse un centimetro circa, sono composti a base di zinco. ''Lo zinco ha notevoli proprietà antibatteriche, batteriostatiche e probabilmente anche antivirali - specifica Ribechini - ed è ancora oggi usato in dermatologia, nelle creme contro l'arrossamento della pelle, e in oftalmologia. È quindi probabile che le pasticche venissero usate per applicazioni esterne sugli occhi. Del resto il termine 'collirio' viene dal greco 'kollura' che significa 'piccoli panetti rotondi', la stessa forma dei reperti del Pozzino''.

Fra gli altri ingredienti vi sono ossido di ferro, amido, cera d'api, resina di pino, una miscela di grassi di origine animale e vegetale, resti vegetali come fibre di lino, carbone, amido, cereali e pollini.

Più della metà dei pollini provengono da piante impollinate da insetti, suggerendo che questi grani possono essere stati aggiunti tramite un ingrediente comune, come la cera d’api, piuttosto che da singoli ingredienti aggiunti intenzionalmente.

La forma e i composti sono gli stessi descritti anche da Plinio il Vecchio, nel Naturalis historia e nel De materia medica. Le sei compresse erano vicino ad altre attrezzature mediche, come piccole fiale in legno di bosso, una pietra per mortaio, una coppa di rame dalla tipica forma degli strumenti usati per fare i salassi.

Questi oggetti, spiegano gli esperti, probabilmente erano contenuti in una scatola di legno e suggeriscono che un medico stesse viaggiando via mare con la sua valigetta di strumenti e medicinali. Il relitto a bordo del quale sono state scoperte le pasticche, datato fra il 140 e il 130 a.C, appartiene a una piccola nave, (della lunghezza di circa 15-18 metri e larga circa 3 metri), di cui si è conservata solo la parte centrale inclinata in direzione est-ovest. Il carico che trasportava, come vasi di Pergamo, anfore di Rodi usate per il trasporto del vino, lampade di Efeso, brocche chiamate per il vino, suggerisce che la nave, o almeno una gran parte del suo carico, provenisse dalle coste greche.

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