Scienza

Ecco i "superdotati": uomini e donne con talenti fuori dal comune

Dalla tennista Serena Williams, che batte a 170 km/h, al tedesco Thomas Sietas, che sta in apnea per oltre 22 minuti. Ecco i "fenomeni naturali"

Nella foto Serena Williams, in finale (vinta) degli Us open contro la Azarenka. La tennista americana risce a battere a 170 km/h. Credits: AP Photo/Mike Groll

Quante volte ci si è intestarditi nel tentare di riuscire in piccole imprese, con scarsi risultati, se non nulli. Ore e ore di allenamenti e prove, con un verdetto finale impetoso: non essere portati per quello sport, quel gioco, quella attività. Ebbene, c'è chi non solo invece è naturalmente portato, ma lo è così tanto da poter essere definito "super uomo" o "superdonna". Un esempio? Riuscire a rimanere in apnea in acqua per più di poche decine di secondi non è da tutti, ma restarci per 22 minuti è davvero un caso unico. A farlo è Tom Sietas, il cui mantra è "non pensare". "Più pensi a cosa che ti coinvolgono emotivamente, peggio diventa. Perciò se pensi all'ultimo scontro con la tua ragazza, il tuo battito cardiaco sale". La conseguenza è un maggior consumo di ossigeno, che renderebbe impossibile restare sott'acqua per 22 minuti e 22 secondi, record segnato proprio da Sietas.

Tedesco, 35 anni, Sietas ha battuto il suo stesso primato precedente di 17 minuti e 28 secondi, ma sostiene di non allenarsi poi molto. Due volte alla settimana fa apnea statica o dinamica, ma il vero "segreto" è che ha una capacità polmonare del 20% maggiore rispetto alla media umana. La dieta che segue, a base di frutta e verdure come broccoli e cavolfiori, arricchita di olio di pesce, lo aiuta, ma il suo è un vero talento naturale. Secondo il Guardian , addirittura, Sietas ha "ridisegnato i confini dell'uomo" ed è in grado di "rilassare il suo corpo a suo piacimento e volontà", arrivando persino ad addormentarsi sott'acqua.

L'ambiente ideale di Yuja Wang, invece, non è l'acqua, bensì una qualunque sala nella quale ci sia un pianoforte. Lei è una pianista cinese di 25 anni, suona con le orchestre di Londra, Berlino, Boston, ma soprattutto è definita come "la donna più veloce di Clint Eastwood", per la rapidità con la quale riesce a muovere le dita. Naturalmente non con le pistole, ma con i tasti bianchi e neri. Ha iniziato a suonare a sei anni e dopo soli sei mesi si esibiva già sui palchi. "Non mi sono poi molto esercitata - dice la pianista prodigio - ho fatto molti progressi, sembrava molto facile". Il suo segreto? Un massaggio prima dei concerti.

Se al pianoforte si sostituisce una scacchiera, invece, il fenomeno al femminile si chiama Judit Polgàr, ungherese, vera campionessa nel muovere pedine, alfieri, re e regine. A farle conoscere questo gioco era stato il padre, quando lei era ancora poco più che una bambina. Glielo ha insegnato, ma lei ha dimostrato subito un talento speciale. E se il genitore sognava che diventasse una campionessa, lei ha superato ogni immaginazione del padre, arrivando a sconfiggere il leggendario Gary Kasparov, campione russo di scacchi.

Un gioco di mente contro uno in cui alla tattica si preferiscono tecnica e potenza: il tennis. La campionessa in questione non ha bisogno di essere "presentata": si chiama Serena Williams, ovvero colei che riesce a a servire a oltre 170 km orari. Ha vinto 30 Grandi Slam, 46 campionati in singolo e 4 medaglie d'oro alle Olimpiadi, ma sostiene che la sua sia una dote naturale. "Onestamente sono nata così, non faccio pesi" ha detto la famosa tennista, aggiungendo: "Mai fatti. Probabilmente non li farò mai. Avrò ereditato buoni geni". Già, la genetica c'entra certamente, basta vedere quell'altra campionessa del tennis che è la sorella. Ma se Venus ha un fisico più "massiccio", lei racconta di essere sempre stata la più minuta delle due. Ecco dunque la spiegazione: "Questo mi ha insegnato a crescere combattiva, mentalmente forte". Sarà sufficiente a spiegare anche la forza delle sue battute con la racchetta?

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