Scienza

Ecco a voi il sensore delle emozioni

E' un sottilissimo cerotto quadrato di 2 cm di lato che riconosce quando chi lo indossa ha la pelle d'oca e ne misura frequenza e intensità

– Credits: Young-Ho Cho/KAIST

Man mano che la tecnologia da mobile diventa indossabile, possiamo misurare tutto: passi, battito cardiaco, chilometri percorsi e chi più ne ha più ne metta. Ora la scienza fa un passo avanti che promette sviluppi interessanti ma potenzialmente anche inquietanti. Arriva dai laboratori del KAIST (Korean Advanced Institute for Science and Technology) di Daejeon, in Corea del Sud, un sensore flessibile, largo 2x2 cm che si applica alla pelle come un cerotto e permette di misurare la frequenza e il grado di pelle d'oca sperimentato da chi lo indossa.

La piloerezione è quel fenomeno che noi tutti sperimentiamo in presenza di improvvisi cambiamenti di temperatura, passando dal caldo al freddo, o quando ci troviamo in particolari condizioni emotive. Il sensore posto sulla pelle è in grado di cogliere non solo quando questo accade e quante volte, ma anche di misurarne l'intensità. I ricercatori hanno applicato i sensori all'interno dell'avambraccio di una persona di 28 anni, a cui hanno chiesto di afferrare una manciata di cubetti di ghiaccio per indurre un improvviso colpo di freddo. Questo ha stimolato la piloerezione, deformando i sensori.

Altro lavoro occorrerà per correlare queste misure fisiche con gli stati emotivi della persona, ma la ricerca, pubblicata sulla rivista Applied Physics Letters, suggerisce che il monitoraggio di questo fenomeno cutaneo in tempo reale come indicatore di uno stato fisico o emotivo umano è possibile. A che servirà? Per esempio a una forma di pubblicità ancor più personalizzata di quella che già ci bersaglia su internet, dal pc e dal cellulare. O per la fornitura di servizi, come per esempio la musica in streaming, modulati in base alle emozioni dell'utente finale. "In futuro, le emozioni umane saranno considerate come qualsiasi altra informazione biometrica, come la temperatura corporea o la pressione del sangue", ha dichiarato Youg-Ho Cho, tra gli autori dello studio.

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