Dieta

Vino rosso e cioccolata: il falso mito del resveratrolo

Uno studio internazionale svolto in Toscana dimostra che questo composto non ha gli effetti benefici e protettivi che gli abbiamo attribuito finora

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Uno studio internazionale svolto su un segmento di popolazione toscana ha alzato il velo su una verità scomoda. Il resveratrolo, composto che si trova nel vino rosso, nella cioccolata fondente e nei frutti di bosco, molto probabilmente non ha tutti gli effetti benefici che la scienza negli ultimi anni gli ha attribuito. Il suo potere antiossidante prometteva di poter prevenire alcuni tipi di cancro e di proteggere dalle malattie cardiache, ma i risultati della ricerca appena pubblicata sulla rivista scientifica americana JAMA Internal Medicine sembrano smentire questo ruolo protettivo.

"La storia del resveratrolo si è rivelata un altro di quei casi in cui c'è grande clamore sui benefici per la salute, che però non regge alla prova del tempo", commenta Richard Semba, professore di Oftalmologia alla scuola di medicina dell'Università Johns Hopkins e coordinatore dello studio. Sono 15 anni che Semba studia gli effetti dell'invecchiamento su un gruppo di abitanti della regione del Chianti. Qui l'uso di integratori è assai raro mentre è molto diffuso, per ovvie ragioni, il consumo di vino rosso, fonte indiscussa della sostanza al centro dell'analisi. Per lo studio attuale Semba e il suo gruppo hanno esaminato i campioni di urine di 783 persone sopra i 65 anni di età, seguite dal 1998 al 2009, alla ricerca dei metaboliti del resveratrolo, la cui presenza dimostra l'assunzione del composto. Dopo aver tenuto in considerazione fattori come l'età e il sesso, chi presentava le concentrazioni più alte dei metaboliti del resveratrolo non risultava avere nel tempo meno probabilità di morire per qualsiasi causa rispetto a chi non aveva traccia del composto nell'urina. E la concentrazione della sostanza non era associata a marcatori dell'infiammazione, o alla probabilità di avere una malattia cardiovascolare o un tumore.

Ma come mai allora siamo stati convinti fino ad oggi delle proprietà benefiche del resveratrolo? La verità è che studi precedenti ne hanno dimostrato gli effetti anti-infiammatori negli organismi inferiori e l'allungamento della vita nei topi nutriti con diete ipercaloriche ricche del composto. Tutto da rifare allora? Non proprio. A dimostrazione del fatto che non ha senso basare la propria dieta sulle proprietà dei singoli nutrienti, ma bensì occorre imparare a scegliere gli alimenti, pare che vino, frutti di bosco e cioccolata qualche merito ce l'abbiano. In alcune persone questi alimenti si sono infatti dimostrati in grado di ridurre l'infiammazione e proteggere il cuore. "E' solo che i benefici, se ci sono, devono provenire da altri polifenoli o sostanze presenti in quei prodotti alimentari", spiega Semba. "Questi sono alimenti complessi e tutto quello che sappiamo davvero dal nostro studio è che i benefici probabilmente non sono legati al resveratrolo".

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