La dieta della longevità
Dieta

Propositi 2017: mangia meglio e vivi più a lungo

Il libro di uno dei massimi esperti di medicina dell'invecchiamento spiega come ciò che mangiamo può farci vivere fino a 120 anni

"La vostra alimentazione è il fattore più importante che potete controllare e che ha un'influenza enorme sulla vostra possibilità di vivere fino a 100 o anche 120 anni". Questa è la promessa di Valter Longo, biochimico genovese che dirige l'Istituto di Longevità della School of Gerontology alla University of Southern California a Los Angeles. Le ricerche svolte nel suo laboratorio e pubblicate su tutte le principali riviste scientifiche, da Nature a Science a Cell, sono proprio mirate a comprendere il ruolo che l'alimentazione può avere nel proteggerci dalle malattie legate all'invecchiamento, regalandoci anni di vita sana.

La chiave risiede in due diete, quella della longevità, che dà il titolo al libro che sta spopolando in libreria, è uno stile alimentare da tenere sempre, che prevede un'alimentazione basata principalmente su verdura, legumi, pochi cereali integrali e poco pesce. Niente carne, né rossa né bianca, niente uova o latticini, pochissimi zuccheri, perfino quelli contenuti nella frutta. Sì invece ai grassi buoni, come l'olio di oliva e la frutta a guscio, che andrebbero consumati quotidianamente.

Poi c'è la dieta mima-digiuno, da praticare per 5 giorni 2 o più volte l'anno, a seconda dei disturbi di cui si soffre, del proprio livello di forma fisica e di salute, e dell'età. Questa tende a simulare gli effetti positivi e rigeneranti del digiuno sulle cellule, senza i rischi legati a una dieta di sola acqua. Siccome Longo raccomanda di non improvvisare, censura il fai da te e consiglia di rivolgersi al proprio medico o a un biologo nutrizionista prima di mettere in pratica le sue diete, il senso del libro non è tanto quello di dettare una dieta da seguire alla lettera (anche se in fondo troviamo degli esempi di menù) quanto far passare il messaggio che lo stile alimentare e di vita ha un'importanza enorme sulla nostra salute, molto maggiore di quello che immaginiamo.

Longo porta esempi tratti da molte sue ricerche e raccomanda al lettore di non accontentarsi del parere degli esperti, ma di seguire solo consigli che hanno basi più che solide. Proprio a questo proposito cita i 5 pilastri sui quali si regge la sua dieta: la ricerca di base sulla longevità con i suoi risultati coerenti e confermati, l'epidemiologia, cioè lo studio delle cause di malattia nelle popolazioni, gli studi clinici, rigorosamente randomizzati, nei quali cioè gli individui sono assegnati a uno o all'altro gruppo da esaminare in modo causale, lo studio dei centenari, che aiuta a capire se, oltre a un corredo genetico fortunato, chi supera il secolo di vita abbia anche uno stile alimentare particolare che può valere la pene copiare, e infine lo studio dei sistemi complessi, che aiuta ad analizzare il corpo umano come si analizzerebbe una macchina.

Se "il fattore di gran lunga più determinante per la longevità di un individuo è il suo patrimonio genetico", ciò che mangia, l'attività fisica che svolge e anche il suo atteggiamento mentale possono comunque fare molto per proteggerlo dalle malattie, comprese le più brutte, e allungargli la vita. A conferma che vale sempre la pena mettere più sport, niente fumo e dieta sana tra i propositi per il nuovo anno.

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