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Dieta

Prodotti alimentari: l'Europa chiede etichette più chiare

Commissione e Parlamento rendono obbligatoria l'etichetta nutrizionale e dettano nuove regole sulle informazioni che devono comparire sui latti per la prima infanzia e gli alimenti destinati a chi soffre di intolleranze

Donna al supermercato

Vita più facile al supermercato? – Credits: iStockphoto

Finalmente avremo maggiore chiarezza e più informazioni quando andiamo a fare la spesa e mettiamo nel carrello prodotti alimentari. A stabilire nuove regole sull'etichettatura nutrizionale e sulle informazioni che devono comparire sugli alimenti per lattanti e su quelli destinati alle persone intolleranti al glutine ci hanno pensato la Commissione e il Parlamento Europeo, riunito oggi in seduta plenaria a Strasburgo.

Il regolamento che rende obbligatoria l'etichetta nutrizionale, quella che spiega quante calorie, proteine, carboidrati, grassi contengono i prodotti alimentari, è stato pubblicato il mese scorso dalla Commissione Europea. Prevede che i produttori stampino su tutti gli alimenti pre-confezionati il valore energetico e informazioni su 6 nutrienti (grassi, grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale) riferiti a 100 g o a 100 ml di prodotto. Gli Stati membri hanno tempo fino al dicembre 2016 per conformare le proprie legislazioni alle nuove regole. Per i consumatori ciò dovrebbe tradursi in una maggiore consapevolezza nella scelta dei prodotti da portare a tavola.

E' di oggi, invece, la decisione del Parlamento Europeo di introdurre nuove regole per specifiche categorie di alimenti, in particolare i latti per la prima infanzia e gli alimenti destinati a chi soffre di intolleranze alimentari, come quella al glutine e a persone che seguono determinati regimi ipocalorici. In sostituzione di diverse leggi precedenti, il progetto di legge, approvato a larghissima maggioranza (603 voti a favore, 8 contrari e 8 astenuti), chiarisce le regole di etichettatura in merito alla composizione dei prodotti che rappresentano circa l'1-2% del mercato alimentare.

Cosa cambia? Per quel che riguarda i latti per neonati, dalle confezioni di quelli destinati ai piccoli fino a un anno di età dovranno scomparire le immagini di bambini e in generale le immagini che "idealizzano il prodotto", si legge nella bozza della legge. E qui vengonno in mente le mamme preoccupate perché il loro bebè non è roseo e paffuto come quello mostrato sulla scatola del latte in polvere. Inoltre sono in arrivo nuove regole sulle informazioni da fornire nelle confezioni dei latti per i bambini da 12 a 36 mesi, i cosiddetti latti di crescita.

Passiamo al glutine: i prodotti destinati a chi è intollerante a questa proteina contenuta in molti cereali dovranno riportare diciture chiare, in base al loro tenore di glutine. Fino a 100 mg per kg, potranno essere consumati da persone intolleranti e dovranno riportare la scritta "a basso contenuto di glutine", mentre per potersi definire "senza glutine" ed essere adatti al consumo da parte di persone celiache dovranno contenerne meno di 20 mg per kg.

Da celiaca trovo che applicate così le nuove regole servano a poco. I prodotti appositamente destinati al consumo da parte di persone celiache in Italia riportano in genere il simbolo della spiga barrata, che rappresenta una garanzia sufficiente. Quello che servirebbe davvero è maggiore chiarezza da parte dei produttori sulle possibilità di contaminazioni fortuite. Vi sono molti prodotti di largo consumo che non contengono glutine ma non lo dichiarano, lasciando noi celiaci nel dubbio se sia possibile mangiarli senza problemi. Moltissimi altri alimenti, invece, pur non avendo il glutine tra i propri ingredienti potrebbero contenerne tracce dovute a contaminazione avvenuta durante la produzione.

Il mio sogno è di andare al supermercato e leggere su tutti i prodotti alimentari una delle seguenti scritte: "senza glutine", oppure "contiene glutine", invece delle definizioni spesso ambigue che mi capita di trovare oggi, come "potrebbe contenere tracce di glutine". La nuova legislazione europea ha sprecato un'occasione per costringere i produttori a percorrere quell'ultimo miglio e prendersi finalmente fino in fondo la responsabilità di ciò che vendono.

Infine l'Europarlamento ha deciso di mettere un freno all'esplosione di prodotti che si dichiarano a vario titolo "dimagranti". Le nuove regole riguarderanno i sostituti del pasto per le diete ipocaloriche e per quelle a bassissimo contenuto calorico destinate alle persone obese.

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