Dieta

Obesità: stomaco mai sazio, nemmeno dopo la dieta

I nervi che trasmettono il senso di pienezza al cervello sono messi fuori uso da una dieta troppo grassa. E non tornano alla normalità nemmeno cambiando alimentazione

L’obesità è contagiosa

Modificare le abitudini alimentari e lo stile di vita è l'unico modo per perdere peso efficacemente. Farlo è difficile, tanto di più quanti più chili è necessario perdere. Ma alla fine in molti ci riescono e possono festeggiare dimagrimenti in anche notevoli. Il problema però viene dopo: come fare a non riprendere i chili perduti? Questa sì che è una sfida che ha dell'impossibile se è vero, come sostengono gli autori dello studio che sto per presentare, che "solo il 5 per cento delle persone a dieta riescono a mantenere la propria perdita di peso e (che) la maggior parte delle persone che sono state a dieta rimette su tutto il peso perso nel giro di due anni".

Come mai chi soffre di obesità anche una volta che si è liberato di buona parte del proprio fardello torna ad accumulare chili così rapidamente? Un team australiano di ricercatori dell'Università di Adelaide pensa di aver trovato la risposta a questa domanda cruciale: non sentono più la sazietà. Il percorso grazie al quale il nostro stomaco riconosce e trasmette al cervello il senso di pienezza risulta in qualche modo danneggiato nelle persone obese. Il problema è che le cose non tornano alla normalità una volta smaltiti i chili in eccesso. Perciò, anche dopo un forte dimagrimento, l'appetito di chi è stato obeso resta sproporzionato rispetto alle reali necessità dell'organismo.

"Un ormone del corpo, la leptina, noto per regolare l'assunzione di cibo, può anche cambiare la sensibilità dei nervi dello stomaco che segnalano la sazietà", spiega Amanda Page, autore principale dello studio pubblicato sull'International Journal of Obesity. "In condizioni normali la leptina agisce per fermare l'assunzione di cibo. Però, nello stomaco di una persona resa obesa da una dieta ricca di grassi, la leptina fa perdere sensibilità ai nervi che rilevano la sazietà".

Questo effetto si somma a un generale calo della sensibilità di questi nervi già indotto di per sé da una dieta grassa protratta per lungo tempo e l'insieme di questi due meccanismi è ciò che in ultima analisi spinge gli obesi a sovralimentarsi. La novità che emerge dallo studio è che la risposta dei nervi dello stomaco non ritorna normale con l'adozione di una dieta normale e dopo che è stato ottenuto un calo ponderale anche significativo.

Un ex-obeso tenderà perciò a continuare a mangiare più del necessario perché il senso di sazietà tarderà a manifestarsi, impedendogli di sentirsi pieno anche quando lo è. Page non sa se si tratti di una condizione temporanea o permanente. "Altre ricerche", concludono gli studiosi, "saranno necessarie per determinare quanto dura questo effetto, e se esiste un modo, chimico o di altro tipo, per ingannare lo stomaco e indurlo a tornare alla normalità".

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