Questo sito contribuisce alla audience di TGCOM24
Dieta

La farina crea dipendenza?

Un noto cardiologo americano lancia l'attacco contro il grano, modificato geneticamente e colpevole di causare obesità e diabete

Credits: © Mauro Martignoni/LaPresse

Se fino ad ora il suo nome provocava qualche brivido nel mondo dell'industria agroalimentare, ora che William Davis ha ingaggiato la sua ultima battaglia contro la farina e i farinacei, i produttori di pane, pasta e snack iniziano ad avere qualche grattacapo in più. Davis, noto cardiologo americano, è arrivato a definire la moderna farina "un veleno", dalle conseguenze croniche per la salute dell'uomo. Colpa degli incroci e delle modifiche genetiche che ha subito nel corso dei decenni, soprattutto ultimamente, per farne aumentare la resa. Ebbene: la maggior parte della farina attualmente in circolazione conterrebbe una proteina oppiacea, la gliadina.

L'allarme del cardiologo non è rivolto alle persone che hanno allergie al glutine o ai celiaci, ma a tutti. Secondo recenti studi, infatti, la proteina in questione si legherebbe ai recettori di sostanze oppiacee che si trovano nel cervello, con l'effetto di stimolare appetito nella maggior parte delle persone. "La conseguenza - ha spiegato Davis alla Cbs , davanti a milioni di americani incollati alla tv - è che noi assumiamo almeno 440 calorie al giorno in più per 365 giorno all'anno".

Il medico non è nuovo ad attacchi nei confronti delle moderne farine. Da tempo, però, sta conducendo una vera battaglia contro il grano attualmente coltivato dai grandi produttori. È infatti diventato quasi un guru nel mondo delle diete, al pari del francese Dukan , anche grazie al suo libro Wheat belly, letteralmente "pancia da grano", nel quale sostiene appunto che il grano e i farinacei moderni sono tra le maggiori cause dell'obesità. Davis è convinto che per perdere peso definitivamente e per risolvere il problema dell'obesità e di altre "malattie" occorre eliminare il frumento. Alla domanda se sia possibile tornare alle qualità originarie di farina,  Davis ha risposto che tecnicamente sarebbe possibile, ma non economicamente ipotizzabile, visto che il moderno grano rende molto di più.

Del resto i benefici di una dieta senza farinacei, per Davis, sono evidenti. "Se una persona perde 8 pounds (circa 3,6 kg) è un buon risultato, ma stiamo vedendo centinaia di migliaia di persone che perdono anche 30, 80, 150 pounds (dai 13 kg a quasi 70 kg). I diabetici smettono di esserlo, persone con artite hanno notevole sollievo, chi soffre di gambe gonfie vede diminuire il problema, così come per i reflussi acidi, la sindrome da intestino irritabile, la depressione e molto altro". Insomma, per Davis la dieta "farina free" porterebbe notevoli benefici e non solo ai celiaci.

E se le prime reazioni di chi ha ascoltato le parole del medico sono state tutte positive, come dimostrano i numerosi blog in rete sull'argomento, ora ci si aspetta quella dei produttori di grano. Del resto il dottor Davis aveva iniziato ad occuparsi della materia, partendo da se stesso. Vent'anni fa Davis, cardiochirurgo fino allora convinto seguace delle linee-guida della medicina convenzionale, si trovò ad ingrassare, nonostante mangiasse poca carne, pochissimi grassi e soprattutto vegetali, cereali integrali e attività fisica aerobica praticata sotto forma di jogging. Anche il colesterolo "cattivo" era sensibilmente aumentato, con ipertensione e un inizio di diabete.

Da qui il campanello d'allarme. Andando per esclusione, Davis attribuì la causa ai cereali, mangiati in gran quantità, e iniziò a seguire una dieta priva appunto di pane, pasta e derivati, perdendo 15 chili, soprattutto concentrati nella fascia addominale. Migliorò anche i livelli di colesterolo e la glicemia. Dopo questi risultati, iniziò a provare il nuovo regime alimentare sui suoi pazienti, notando gli stessi benefici e si convinse della sua teoria, oggi sbandierata a gran voce.

Alla base c'è, appunto, la tesi secondo la quale nei moderni cereali, ovvero "il 90% dei prodotti a base di grano", c'e' una forte concentrazione di amilopectina A, che ha l'effetto di far schizzare alle stelle la glicemia. Dopo un paio d'ore dall'assunzione, pero', si hanno cali vertiginosi, che danno luogo a senso di malessere e stimolo alla fame. Da qui l'invito a "mangiare cibo reale come avocadi, olive, olio d'oliva, carne e verdure" ha spiegato Davis alla Cbs. Il problema, dunque, sta nella farina.

Tutti a dieta come i celiaci, dunque? Assolutamente no. Davis mette in guardia dal rischio di mangiare solo riso, patate o mais. Anche questi "sostituti del pane" hanno l'effetto di alzare la glicemia. Ecco l'esempio conclusivo di Davis: "La letteratura ci dice di rimpiazzare quello che fa male, come i farinacei raffinati, con qualcosa che faccia meno male, come gli integrali. E come se io prendessi le sigarette senza filtro e le rimpiazzassi con le Salem (un marchio diffuso in America, di sigarette light con filtro, Ndr). Comunque fumerei Salem. È la logica della nutrizione, una logica profondamente distorta. Cosa succederebbe se io passassi al livello successivo? Direi: Eliminiamo del tutto i farinacei. E succederebbe quello che abbiamo sotto gli occhi: non solo un miglioramento della salute, ma una trasformazione delle condizioni stesse di salute".

© Riproduzione Riservata

Commenti

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>