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Dieta

Nella buccia dell'uva un aiuto per la dieta

Uno studio sul comportamento delle api ha colto un legame tra resveratrolo e minor consumo di cibo

Grappoli amici (Credit: http://www.flickr.com/photos/stefano_lubiana_wines)

Insieme al cioccolato il vino rosso è uno di quegli alimenti totem che la scienza tira fuori dal cappello di tanto in tanto per stupirci con una buona notizia. Il responsabile di tutto il bene che è stato scritto negli anni sul vino rosso sarebbe il resveratrolo, contenuto nella buccia degli acini d'uva. A questo fenolo sono state attribuite proprietà benefiche di ogni tipo, dalla capacità di allungare la vita a quella di prevenire i tumori, passando per la sua azione antinfiammatoria e i benefici per il cuore.

All'inizio di quest'anno era però emersa una colossale frode alla base dei numerosi studi di uno dei più grandi sostenitori delle proprietà miracolose del resveratrolo: tal Dipak Das, direttore del Cardiovascular Research Center dell’Università del Connecticut (Usa). Nella mole impressionante dei suoi lavori a un'analisi approfondita sono emerse centinaia di inesattezze che di fatto annullano la fondatezza di buona parte dei risultati da lui millantati.

L'azione antiossidante del resveratrolo, però, resta certa e per questo la scienza, quella seria, almeno fino a prova contraria, continua a studiare questa sostanza e i suoi potenziali benefici. Come un gruppo di ricercatori dell'Arizona State University in collaborazione con la Harvard Medical School e con un'Università norvegese, che hanno indagato i suoi effetti sulle api in particolare per quel riguarda la durata di vita, l'apprendimento e il rapporto con il cibo.

A quanto pare gli effetti dimostrati sono stati due: un allungamento della durata di vita compreso tra il 33 e il 38% e un minore consumo di cibo. "Le api tipicamente si ingozzano di zucchero", spiegano gli autori dello studio pubblicato sulla rivista Aging. Ma in seguito alla somministrazione del resveratrolo la loro sensibilità allo zucchero sembrava in qualche modo diminuita. Gli studiosi hanno provato a somministrare alle api il loro alimento preferito in varie diluizioni con acqua e hanno appurato che solo quando lo zucchero era presente in dosi molto concentrate le api sembravano provare qualche interesse per la sostanza.

La conferma dell'azione frenante del resveratrolo sull'appetito delle api si è avuta nell'esperimento finale, quando agli insetti è stata messa a disposizione tutta l'acqua zuccherata che volevano. "Le api a cui era stato somministrato il composto hanno diminuito i loro consumi" spiega uno degli autori che precisa: "sicuramente non hanno digiunato, ma non si sono nemmeno rimpinzate". E' come se il resveratrolo le spingesse alla moderazione. Ed è proprio questo il meccanismo che, sospettano gli studiosi, è alla base dell'allungamento della vita delle api nell'esperimento. La restrizione calorica dovuta al fenolo dell'uva, insomma, potrebbe essere la causa dell'aumentata longevità.

Dalle api all'uomo il salto è notevole. Così come dalle concentrazioni di resvetratrolo usate in laboratorio a quelle, infinitesimali, contenute nelle bucce dell'uva e di conseguenza nel vino rosso. Se mangiare un grappolo in più, specialmente adesso che siamo nella stagione giusta, di sicuro non può nuocere, lo stesso non si può dire per il consumo di vino rosso. La quantità che occorrerebbe berne ogni giorno per assicurarsi gli effetti benefici del principio attivo che contiene non si conta in bicchieri e nemmeno in bottiglie, ma più probabilmente in damigiane...

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