Dieta

Meno colesterolo e più selenio: così sono cambiate le uova

Uno studio inglese svela come è migliorata la composizione. E una ricerca americana suggerisce soluzioni per chi è allergico

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Erano trent'anni che nessuno si prendeva la briga di analizzare la composizione delle uova. I nutrizionisti consigliano da sempre di farne un consumo limitato per via del loro alto tenore di colesterolo, ma uno studio commissionato dal Ministero della Salute britannico ha stabilito che questo alimento è molto migliorato dal punto di vista nutrizionale.

Rispetto a 30 anni fa le uova contengono circa il 10% di colesterolo in meno e danno un apporto calorico inferiore del 20% (in media 66 calorie contro le 78 di prima). Contemporaneamente è aumentato del 75% il contenuto di vitamina D, che aiuta a fissare il calcio nelle ossa, ed è raddoppiato il selenio, la cui carenza è legata a una serie di disturbi. I cambiamenti sarebbero da ascrivere alla diversa dieta delle galline.

Ma le buone notizie non finiscono qui: una ricerca del prestigioso ospedale americano Johns Hopkins, in collaborazione con quattro altri istituti, pubblicata sul New England Journal of Medicine, dà nuove speranze anche a coloro che alle uova sono allergici. La cosiddetta immunoterapia orale, che prevede la somministrazione di dosi crescenti dell'alimento allergizzante per raggiungere una tolleranza ed evitare reazioni avverse, pare funzionare anche con le uova.

I risultati della ricerca dicono che 35 bambini su 40 che sono stati sottoposti a questo tipo di terapia hanno avuto un miglioramento dei sintomi. Dei cinque che hanno abbandonato lo studio, quattro lo hanno fatto a causa di reazioni allergiche dovute proprio al trattamento. Tra quelli che hanno invece avuto un riscontro positivo, in 11 casi si è registrata una remissione completa e a lungo termine dei sintomi legati all'allergia alle uova. Il resto dei bambini sono comunque riusciti a tollerare dosi crescenti dell'alimento "proibito" con sintomi lievi o nulli.

Il follow-up ha dimostrato che alcuni dei bambini che avevano interrotto l'assunzione di uova per un mese avevano perso parte della tolleranza acquisita. Questa rappresenta, per gli autori, la prova del nove: per mantenere la tolleranza all'allergene è necessaria un'esposizione quotidiana. Attenzione però, mettono in guardia gli studiosi: l'immunoterapia orale resta per ora un trattamento sperimentale da non utilizzare al di fuori di protocolli di ricerca rigidamente controllati. Insomma, non provateci a casa, almeno per ora.

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