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Dieta

Integratori di calcio: servono o no?

A quasi tutte le donne in menopausa vengono prescritti supplementi di minerali e vitamine per ridurre il pericolo di fratture, legato all’osteoporosi. Ora uno studio su «Heart» lancia l’allarme: questi prodotti potrebbero provocare un infarto. Allora, proteggiamo le ossa o il cuore?

LE PILLOLE POSSONO CAUSARE UN RESTRINGIMENTO DEI VASI. MEGLIO USARE CAUTELA.
Maria Grazia Franzosi*

La questione è complessa. Il risultato dello studio pubblicato su Heart sull’uso dei supplementi di calcio conferma dati precedenti, che però suggerivano un rischio inferiore a quello ora evidenziato da questo lavoro. Non è il calcio assunto con l’alimentazione che preoccupa, dato che viene assorbito lentamente, in modo modulare e naturale, ma quello sotto forma di supplementi. La pillola alza di colpo i livelli di calcio nel sangue per alcune ore dopo l’assunzione e si ipotizza che questo possa accelerare il processo di aterogenesi dei vasi sanguigni, ossia il loro invecchiamento e indurimento. E di conseguenza l’eventualità di infarto. I benefici degli integratori vanno sempre pesati rispetto ai potenziali rischi. Prima di prendere una pillola, quindi, le donne andrebbero incoraggiate a modificare le loro abitudini alimentari (latte scremato, formaggi magri e yogurt magri contengono calcio e non alzano il colesterolo) e a fare più esercizio fisico, che riduce il rischio di fratture. E poi non dimentichiamo che non in tutte le donne in menopausa le ossa sono in pericolo.
*responsabile del dipartimento di ricerca cardiovascolare all’Istituto Mario Negri di Milano

SE LA DIETA QUOTIDIANA NON È ADEGUATA, OCCORRE INTERVENIRE.
Ombretta Di Munno*

Pochi giorni fa un’altra importante rivista scientifica ha pubblicato un articolo (una metanalisi di otto studi su oltre 70 mila pazienti) le cui conclusioni sono che calcio e vitamina D in chi ha più di 60 anni si associano a una ridotta mortalità. Del resto è ampiamente documentato che i supplementi di calcio riducono l’incidenza dei tumori al colon e alla mammella. Inoltre, secondo le linee guida internazionali, le donne in menopausa con osteoporosi, e quindi a elevato rischio di fratture, devono associare ai farmaci antiosteoporosi adeguati supplementi di calcio e vitamina D, per potenziare gli effetti positivi sulla massa ossea. Certo, se una paziente segue una dieta adeguata e ha sufficienti livelli di vitamina D, i supplementi farmacologici non sono necessari, ma purtroppo si tratta di una minoranza di donne. Teniamo conto, poi, del fatto che il calcio si trova soprattutto in formaggi e latte, e il timore è quello di alzare il colesterolo. Il mio consiglio è dunque di valutare caso per caso l’introito alimentare di calcio: se è sotto 600-800 milligrammi al giorno, è opportuno ricorrere ai supplementi.
* presidente del comitato scientifico della Fedios, Federazione italiana osteoporosi e malattie dello scheletro

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