Dieta

Diventare americani "fa male" alla salute. Parola di esperti

Secondo recenti studi, gli immigrati, soprattutto ispanici, negli Usa hanno una aspettativa di vita media inferiore di quasi 3 anni e hanno problemi di obesità, malattie cardiache e diabete

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Gli adulti ispanici hanno il 14% in più di probabilità di diventare obesi. Se poi si tratta di bambini la percentuale sale pericolosamente fino al 51%, rispetto ai coetanei di pelle bianca, non ispanici. A dirlo sono i dati dei Centers fo Desease Control and Prevention, l'ente statunitense che si occupa di monitorare lo stato di salute della popolazione residente in America. Il quadro che ne esce non è affatto confortante: al cronico problema dell'obesità che affligge gli americani, si aggiunge infatti l'incremento di malattie, specie a carico del sistema cardio-circolatorio, per coloro che, pur non essendo nati negli Usa, vi si sono trasferiti.

Colpa dello stile di vita e dell'alimentazione diffusa negli Stati Uniti, a cui ai adeguerebbero anche gli immigrati, con risultati preoccupanti. "Abbiamo una bombo ad orologeria che sta per esplodere" ha detto al New York Times  il dottor Amelie G. Ramirez, professore di epidemiologia e biostatistica all'Health Science Center della Texas University. L'allarme riguarda, appunto, l'aumento vertiginoso dei casi di obesità e, in parallelo, di diabete. Non solo. Secondo uno studio condotto da Elizabeth Arias, demografa presso il National Center for Health Science, proprio nel gruppo di immigrati più numeroso negli States, quello degli ispanici, l'aspettativa di vita media è inferiore di 3 anni rispetto a quella degli ispanici nati in America, ovvero ormai di seconda o terza generazione.

"C'è qualcosa negli Stati Uniti che non favorisce la salute all'interno delle nuove generazioni di immigrati" ha dichiarato, sempre al quotidiano newyorkese, Robert A. Hummer, demografo sociale ad Austin. Un problema che si unisce a quelli tradizionali legati all'immigrazione e alla regolarizzazione dei cittadini stranieri. Insomma, se migliaia di persone cercano fortuna (e denaro) in America, di certo non vi trovano condizioni di salute migliori. Ad incidere sulla crescita di malattie cardiache, ipertensione e diabete tra coloro che si trasferiscono negli Usa, è anche la stessa disponibilità economica di queste persone, soprattutto non appena immigrati. Se dopo qualche anno, la maggior parte trova una sistemazione e riesce ad integrarsi, i primi tempi è più facile che l'alimentazione sia soprattutto a base di junk food, ovvero il cosiddetto "cibo spazzatura", a basso costo, ma anche di qualità decisamente inferiore e ricco di additivi, esaltatori di sapidità e altri ingredienti meno nobili.

Se a ciò si aggiunge la voglia di poter spendere il denaro guadagnato negli Usa, il risultato finale è deleterio. Un esempio? Come racconta Aris Ramirez, che si occupa di slaute in un centro a Brownsville, "Tu lavori duramente, così vuoi anche spendere il tuo denaro in modo intelligente. Così, quando ci si sente dire che si possono avere due porzioni di fries (patatine fritte N.d.R) con un extra di soli 49 centesimi, si pensa che sia un vero affare". Molti immigrati, poi lavorano per ore ore al giorno come domestici, così lasciano i propri figli a casa da soli, specie all'ora dei pasti. In questo modo diventa più difficile poter seguire la loro alimentazione.

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