A volte non riusciamo a centrare l'obiettivo anche se ci sembra di fare tutte le mosse giuste. Ecco come la ricerca può darci una mano. Occhio perché alcune di queste scoperte non vi piaceranno.

L'esercizio fisico non è la soluzione
Lo so cosa state pensando: ma come, tutte quelle ore in palestra e adesso mi venite a dire che non servono a niente per dimagrire?

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Quello che ha scoperto uno studio internazionale condotto dalla Loyola University di Chicago è che l'attività fisica non basta a proteggere dall'aumento di peso. Il problema è la compensazione. Sì, è vero, facendo sport si bruciano calorie, ma aumenta anche l'appetito. Perciò è possibile che dopo aver fatto una bella corsa o una sessione di allenamento in palestra si mangi più di quel che si sarebbe mangiato se si fosse rimasti più o meno sedentari. Lo studio ha monitorato con l'uso di accelerometri l'attività fisica svolta da adulti tra i 25 e i 40 anni in cinque paesi. Dopo un esame iniziale, ai partecipanti è stato chiesto di tornare un anno e due anni dopo. Il risultato sorprendente è stato che alla seconda visita l'aumento di peso in tutti i paesi è stato maggiore tra i partecipanti che si erano attenuti alle linee guida per l'attività fisica (150 minuti di attività a settimana), che avevano preso in media mezzo chilo, rispetto a coloro che non le avevano seguite ed erano dimagriti di mezzo chilo. I ricercatori confermano l'importanza del movimento per la riduzione del rischio di malattie cardiache, diabete, cancro e per migliorare la salute mentale e l'umore, semplicemente avvertono che non è con il solo esercizio fisico che si possono combattere i chili di troppo.

L'inferno sono gli altri
Armati di buone intenzioni avete cominciato l'anno, il mese o la settimana con il proposito di perdere peso? Attenzione a chi vi sta intorno: potrebbe sabotare i vostri sforzi. Gli scienziati lo chiamano "stigma della magrezza" e potrebbe essere alla base di quei commenti sarcastici o piccati che può capitare di sentir fare ad amici, colleghi e parenti quando cambiamo le nostre abitudini alimentari per perdere peso. In 40 interviste approfondite ad altrettante persone che avevano peso molto peso (in media 35 chili) tutti i partecipanti hanno riferito a ricercatori dell'Università del North Carolina di aver avuto persone nella propria vita che hanno cercato di sminuire o minare i loro sforzi per perdere peso. I poverini per riuscire comunque nella loro impresa hanno dovuto applicare astute strategie di comunicazione, per mitigare il disagio degli altri per la propria perdita di peso. In alcuni casi sono stati costretti a mentire (prendere la fetta di torta alla festa dell'ufficio dicendo che l'avrebbero mangiata più tardi) oppure a operare in modo nascosto (porzioni più piccole ai pasti consumati in famiglia). Il succo è che quando decidiamo di dimagrire gli altri un po' ci invidiano, perciò meglio farlo senza dare troppo nell'occhio.

Tutta colpa dei cannabinoidi
La dieta occidentale ha due grossi difetti: è piena di zuccheri e grassi, il che è di per sé un male, inoltre proprio questi nutrienti ci spingono a mangiare di più, il che aumenta le probabilità di ingrassare. Come si inneschi questo circolo vizioso lo hanno spiegato i ricercatori dell'Università della California di Riverside: un aumento dei segnali generati dal sistema endocannabinoide negli organi periferici, in particolare nel piccolo intestino e nella circolazione. Il sistema endocannabinoide si trova in tutto il corpo nei mammiferi, compresi il cervello e tutti gli organi periferici. Partecipa al controllo di molte funzioni fisiologiche, tra cui l'assunzione di cibo, il bilancio energetico e il sistema della ricompensa, ovvero i meccanismi di gratificazione. Gli endocannabinoidi funzionano come una cannabis naturale e si legano ai recettori dei cannabinoidi che di trovano nelle cellule in tutto il corpo. Ora gli studiosi pensano di poter inibire i recettori con farmaci che non raggiungono il cervello per trattare l'obesità indotta dalla dieta.

L'aiuto arriva online
Se chi ci sta vicino e ci conosce potrebbe boicottare la nostra dieta per invidia, avere contatti online con degli sconoscuti che condividono il nostro obiettivo di dimagrire potrebbe essere esattamente ciò che ci serve per raggiungere la meta senza scoraggiarci. Lo sostiene una ricerca dell'Università Norvegese di Scienza e Tecnologia che ha studiato i risultati della partecipazione a un forum online sulla perdita di peso e scoperto che il sostegno fornito dagli altri utenti che affrontavano difficoltà simili annulla lo stigma sociale, naturalmente anche grazie all'anonimato, e alla lunga aiuta davvero nel processo che il dimagrimento richiede di fare. 

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