Dieta

Allergie alimentari forse legate ai pesticidi

Il potere battericida di alcuni agenti chimici usati anche per la disinfezione dell'acqua potabile altererebbe la microflora intestinale, rendendo l'organismo meno tollerante ai cibi

Le arachidi sono tra gli alimenti che più frequentemente scatenano reazioni allergiche (Credit: SAUL LOEB/AFP/Getty Images)

Sono in aumento in tutto il mondo, negli Stati Uniti colpiscono 15 milioni di persone, in Europa 17 milioni, di cui 3,5 hanno meno di 25 anni. Secondo uno studio appena pubblicato sulla rivista Annals of Allergy, Asthma and Immunology, una parte della colpa per l'incremento della diffusione delle allergie alimentari sarebbe da attribuire ad alcuni pesticidi che si possono trovare anche nell'acqua del rubinetto.

La presenza nell'organismo di alti livelli di diclorofenoli, agenti chimici utilizzati sia nei pesticidi sia per la disinfezione dell'acqua potabile, sarebbe infatti associata a una maggiore probabilità di soffrire di una qualche forma di allergia agli alimenti. L'allergologa Elina Jerschow, autrice principale dello studio, spiega il meccanismo: "La nostra ricerca mostra che alti livelli di pesticidi contenenti diclorofenolo possono indebolire la tolleranza ai cibi in alcune persone, scatenando le allergie alimentari. Questa sostanza si trova comunemente nei pesticidi utilizzati dagli agricoltori e anche nell'acqua potabile". Il pratica il forte potere battericida del diclorofenolo potrebbe alterare la microflora intestinale e aprire così la strada all'allergia.

La presenza di questi fenoli clorurati è stata misurata nelle urine di 2.211 persone, tra i partecipanti allo studio US National Health and Nutrition Examination Survey svolto a cavallo tra il 2005 e il 2006. Tra i soggetti esaminati, 411 risultavano avere un'allergia alimentare, mentre 1.016 ne avevano una ambientale. In coloro che presentavano alti livelli di diclorofenolo, la probabilità di essere allergici ad almeno un tipo di alimento aumentava dell'80%. E coloro che erano stati esposti a due o più metaboliti del diclorofenolo avevano più probabilità di essere allergici a uno o più alimenti rispetto a chi aveva subito un'esposizione minore o nulla. Queste persone avevano anche il 61% di probabilità in più di essere allergiche sia a un alimento sia a un allergene ambientale, come il polline di un albero o la forfora di un animale.

"Studi precedenti", commenta Jerschow, "avevano mostrato che sia le allergie alimentari sia quelle ambientali sono in aumento negli Stati Uniti. I risultati del nostro studio suggeriscono che queste due tendenze potrebbero essere collegate e che l'incremento nell'uso di pesticidi e altri agenti chimici è associato a una più elevata prevalenza di allergie alimentari". Passare all'acqua in bottiglia non pare una soluzione ideale, perché in realtà frutta e verdura trattate con pesticidi potrebbero avere un ruolo di gran lunga più importante nel causare allergie rispetto all'acqua del rubinetto.

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