Dieta

Alla larga dalle bibite "diet": causano depressione

Chi ne beve più di 4 lattine al giorno ha il 30% di rischio in più di sviluppare il male oscuro. Il caffè invece avrebbe un effetto protettivo

Lattine amare (Credit: JOEL SAGET/AFP/Getty Images)

Le bibite gassate non fanno bene, soprattutto se consumate in grandi quantità. E se pensavate di limitare i danni scegliendo quelle che contengono edulcoranti al posto dello zucchero probabilmente state sbagliando di grosso. Lo suggeriscono i risultati di uno studio appena pubblicato negli Stati Uniti che ha coinvolto 263mila persone tra i 50 e i 71 anni e ha stabilito che le bibite zuccherate, e anche quelle light, possono essere causa di depressione negli adulti, mentre il caffè avrebbe un effetto protettivo.

La depressione va ad aggiungersi al lungo elenco dei mali associati al consumo delle bibite gassate (in primis obesità e diabete, disfunzione erettile, patologie cardiache). Non deve perciò sorprendere che queste bevande siano state oggetto nel recente passato di campagne simili per intensità e durezza dei messaggi a quelle antifumo o antidroga. Ricorderete la tassa sulla Coca Cola, minacciata dal ministro della Salute Balduzzi ma poi mai entrata nel decretone Sanità. Il ministro fu praticamente costretto a ritirare il provvedimento a seguito della valanga di proteste che la sua proposta scatenò. Eppure una soda tax esiste già in Francia e in alcuni Stati americani, anche se da troppo poco tempo per capire se il lieve aumento di prezzo sia sufficiente a scoraggiare i consumi.

Nello studio in questione i consumi di tè, caffè, bevande alla frutta e bibite gassate sono stati monitorati dal 1995 al 1996. Dieci anno dopo i ricercatori hanno ricontattato gli stessi partecipanti e chiesto loro se avessero ricevuto una diagnosi di depressione a partire dall'anno 2000. La risposta è stata affermativa in 11.311 casi.

Ed eccoci al fulcro della scoperta: coloro che bevevano più di 4 lattine o bicchieri di bibite gassate al giorno avevano il 30% di probabilità in più di sviluppare la depressione rispetto a coloro che non ne consumavano affatto. Quelli che bevevano 4 lattine di succo di frutta avevano un rischio di depressione del 38% più alto di chi non consumava bibite zuccherate. Mentre chi consumava 4 tazze al giorno di caffè aveva un rischio del 10% più basso di andare incontro al male oscuro rispetto a chi non ne beveva affatto. Il dettaglio sorprendente è che il rischio appariva più alto nelle persone che prediligevano le bibite con edulcoranti rispetto a quelle zuccherate, che si trattasse di cola o gazzosa, succhi di frutta o tè freddo.

"La nostra ricerca", commenta Honglei Chen, uno degli autori, "suggerisce che eliminare o limitare il consumo di bibite zuccherate e dietetiche e sostituirle con del caffè non zuccherato possa aiutare a diminuire in maniera naturale il proprio rischio di depressione". Ma ammette che servono altri studi per confermare questo legame e ricorda che ovviamente chi la depressione ce l'ha non può pensare di combatterla bevendo caffè ed evitando l'aranciata, ma deve continuare ad attenersi alle prescrizioni del proprio medico.

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