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Scienza

Delitto di Lecce, parla lo psichiatra: "Frutto del narcisismo"

La vittima aveva solo 16 anni, il fidanzato che l'ha uccisa appena 17. Pietropolli Charmet: "Il maschio non si rassegna alla perdita di onore".

Noemi Durini aveva 16 anni, il suo assassino 17. Se l'ennesimo caso di femminicidio, avvenuto a Specchia, in provincia di Lecce, non fosse gravissimo di per sé, aggiunge una nota terribile la giovanissima età dei protagonisti della vicenda. La ragazza scompare per giorni, il fidanzato dice di averla vista l'ultima volta il 3 settembre e di averla lasciata in paese, ma poi confessa l'omicidio e ne fa ritrovare il cadavere, 10 giorni dopo. La storia tra i due non era vista di buon occhio dalla famiglia della ragazza alla quale non piaceva il fidanzatino. L'ultimo post su Facebook di Noemi era una poesia contro la violenza sulle donne. Panorama.it ha chiesto l'aiuto di Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra e psicoterapeuta, autore di numerosi saggi sull'adolescenza, per capire cosa può essere scattato nella mente di un 17enne per arrivare a uccidere.

 

Al femminicidio siamo ormai tristemente abituati, quello che colpisce ancora più forte in questo caso è la giovanissima età dei protagonisti.
In realtà questo è il tipico fenomeno dello stalker: la donna che minaccia di abbandonare il maschio e lui la uccide, perché non tollera di essere lasciato, umiliato e offeso, messo da parte e svergognato davanti a tutta la tribù, al branco dei ragazzi del paese. Che tutto questo avvenga più precocemente di quello che si è portati a pensare e per la verità anche a vedere è in realtà un abbaglio: i processi di separazione della giovane coppia obbediscono a questo stesso criterio.

Che cosa succede nella mente del maschio abbandonato?
E' difficile che si rassegni, prosegue con l'assedio e l'insistenza, l'agguato, forme di stalkeraggio. E' difficile che oggi un giovane maschio riesca a sentirsi in colpa, che si interroghi sulle ragioni per le quali lei lo lascia. Un tempo i ragazzini si sentivano in lutto quando erano lasciati, ma anche tristi perché temevano di essere in qualche modo responsabili. Oggi ai ragazzi la separazione sembra del tutto incomprensibile, come un colpo di follia, che può dipendere solo dal fatto che la ragazza sia stata influenzata dalla madre, da un'amica, dal prete o che abbia perso la ragione.

Perché l'orgoglio maschile è così rampante?
Nella relazione amorosa è tramontato per sempre l'amore romantico. Questa generazione conosce l'amore narcisistico, la pretesa che l'altro si metta al servizio della realizzazione del sé e con la promessa di fare anche il contrario. Si tratta di un'associazione che non arriva mai a costruire il noi, sono due sé che viaggiano paralleli, e che hanno fatto un patto: io e te siamo indispensabili l'una all'altro. Se uno rompe il patto e a subire il danno è il maschio, la reazione può essere questa. Questo fenomeno è diffusissimo, il dolore è narcisistico non depressivo. Non è tanto il dolore della perdita della persona amata, ma della perdita del proprio onore virile. Siamo di fronte a una specie di delitto d'onore.

La donna vive l'abbandono in modo diverso?
Un po' di stalking lo fanno anche le femmine, insistono, pedinano, diffamano, telefonano alla nuova fidanzata, ma sicuramente è un comportamento più maschile che femminile quello di esprimere aggressivamente la propria sofferenza narcisistica, di reagire all'insulto.

Ma come può un 17enne arrivare a uccidere?
So quanto sia difficile capire le ragioni segrete, personali, familiari e di contesto di un delitto di questa gravità, per non parlare del silenzio tenuto per giorni, del fatto di aver nascosto il corpo. Qui siamo nell'ambito della patologia e della delinquenza minorile.

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