Scienza

Darwin e Dio

Credeva, ma anche no. I dubbi del celebre naturalista inglese nelle sue lettere private

Charles Darwin

Senza enfasi, quasi con garbo, con puntigliosità e un amore sconfinato per l’osservazione della natura: di questi ingredienti è fatto il libro più rivoluzionario che mai sia stato scritto, quello che rese superflua (perché questo fece) la presenza di un essere divino nell’universo. Dio può essere pur sempre chiamato in causa, ma non è più indispensabile farlo per spiegare da dove veniamo: noi e ogni altra forma di vita sul pianeta.

L’origine della specie  di Charles Darwin (1859 la prima edizione) è, ancora oggi, considerato un saggio da combattere e controbattere. Da rifiutare per i creazionisti (tanti, soprattutto negli Stati Uniti), da accettare con cautela dai fautori del cosiddetto Disegno intelligente (non meno numerosi).

Ma lui, Darwin, credeva in Dio, o era un ateo non dichiarato? Aveva la fede o l’aveva smarrita man mano che metteva a punto le sue esplosive teorie? Giusto perché nella scienza, e nella natura umana, è spesso difficile rispondere con un semplice sì o no, Darwin credeva e dubitava al tempo stesso, accoglieva, nelle pagine del suo saggio, l’idea di Dio per poi frantumarla nella frase successiva, o nelle lettere che scriveva agli amici: "Mi duole dovervi informare che non credo nella Bibbia come rivelazione divina, e pertanto nemmeno in Gesù Cristo come figlio di Dio".

E proprio ciò che scriveva privatamente è il contenuto del libro che Einaudi pubblica, Lettere sulla religione di Charles Darwin (123 pagine, 9 euro). I dubbi del grande naturalista inglese sono quelli di molti di noi: "Mi è sempre parso più soddisfacente considerare l’immensa quantità di dolore e sofferenza presenti in questo mondo come l’inevitabile risultato di leggi naturali, piuttosto che ritenerla derivante dall’intervento di Dio" scriveva per esempio a Mary Everest Boole, moglie di un matematico. Come potrebbe, si chiedeva Darwin, un Creatore onnipotente volere o o anche solo tollerare "le opere maldestre, gli sprechi, la grossolana bassezza e l’orrenda crudeltà della natura?".

Forse, Dio non esiste. Oppure esiste e non si cura di noi. Più dubbi che certezze, più domande che risposte. È la scienza ed era Darwin, (im)perfetto scienziato e per questo modernissimo.

© Riproduzione Riservata

Commenti